Notte di scontri a Chiomonte. Gli amministratori della Val Susa annunciano: "Domenica violeremo la zona rossa"


Notte di scontri in Val di Susa. Più di 400 attivisti si sono radunati a Giaglione per marciare, passando attraverso i boschi, verso le reti del cantiere dell'alta velocità a Chiomonte.

Poco prima di mezzanotte un gruppo di dimostranti ha bloccato la A32 Torino-Bardonecchia. Qui i No Tav sono riusciti a fermare la circolazione bruciando copertoni imbevuti di benzina e lanciando sassi contro la polizia per tenerla a distanza.

Un'altro gruppo di attivisti, intanto, è riuscito ad arrivare al cantiere di Maddalena contro il quale ha tirato sassi e petardi. La polizia ha risposto con impiego di lacrimogeni, idranti e caricando più volte. Gli scontri sono durati più di un'ora, finché gli attivisti, verso l'una e mezza, hanno incominciato a disperdersi. Il bilancio della notte è il seguente: 14 attivisti fermati, 175 identificati e 6 feriti tra le forze dell'ordine.

Ma non è finita qui. Domani un gruppo di amministratori della Val Susa, vicini al movimento No Tav, ha fatto sapere che proverà a varcare la zona rossa, un'area che si trova nei pressi del cantiere di Chiomonte, chiusa da un'ordinanza prefettizia.

La strategia del movimento è molto chiara, rendere la Valle "ingovernabile", operare con continui sabotaggi e tenere alta la tensione.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, dopo i fatti della scorsa notte, ha espresso solidarietà alle forze dell'ordine ed ha ancora una volta sottolineato l'importanza strategica dell'alta velocità. Inoltre ha definito l'iniziativa di ieri dei No Tav come un tentativo di guerriglia "di un movimento che non sembra aver più ragioni se non la violenza cieca".

La reazione di Pietro Di Lorenzo, segretario generale provinciale del sindacato di Polizia, è stata molto dura e tradisce un'implicita richiesta alle istituzioni: quella di usare la mano pesante. Di Lorenzo ha così commentato quanto accaduto ieri notte a Chiomonte: "Ormai ogni persona comune si domanda perché lo Stato sperpera una somma di denaro enorme per difendere un cantiere minacciato da una manciata di violenti senza prendere decisioni drastiche per fermare tutto questo".

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