Giornata Mondiale della Gioventù 2013: la sfida di Papa Francesco

Domani, 22 luglio 2013, Papa Francesco atterrerà in Brasile per dare il via ufficialmente alla Giornata Mondiale della Gioventù 2013

Giornata Mondiale della Gioventù 2013

Papa Francesco ci sta provando, almeno sulla carta, a "cambiare le cose". O, perlomeno, a dare il messaggio che questo tentativo è in atto. Ecco perché questa Giornata mondiale della Gioventù 2013 è molto importante per il futuro della Chiesa cattolica.

Perché di fatto contiene in sé una vera e propia sfida.

Una sfida che parte dal Brasile, tanto per cominciare. L'ultimo papa ad andarci fu Giovanni Paolo II, 33 anni fa. Era il 1980 e il paese sudamericano era facile terra di conquista per la fede cattolica. Che però negli anni ha continuato a perdere fedeli a scapito dei movimenti evangelici: una flessione di fedeli che, progressivamente, si è trasformata in una vera e propria emoraggia.

Ma il Brasile non è solo questione religiosa. C'è anche la fischiatissima – durante la cerimonia inaugurale della Confederations Cup – Dilma Roussef che dovrà trarre in qualche modo vantaggio per la propria popolarità, da questo evento mondiale, cercando di limitare i danni di eventuali contestazioni derivanti dal conflitto sociale evidentemente in corso nelle viscere del colosso sudamericano.

Poi c'è in gioco l'immagine stessa della Chiesa cattolica. Che, per il sociologo brasiliamo Luiz Alberto Gomez de Souza – il quale commenta, per O Globo, il successo che pare avere Papa Francesco fra i giovani – è di nuovo su una buona strada.

Secondo il direttore del Programma di Studi sulla Scienza e Religione dell'Università Cândido Mendes, infatti, i gesti di semplicità e "giustizia sociale" adottato da Papa Francesco fin dai suoi primi giorni del suo pontificato, sono alla base dell'apprezzamento che i giovani di tutto il mondo sembrerebbero mostrargli.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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