Il decreto sicurezza passa al Senato

ParlamentoE' passato poco dopo le 12 in Senato il decreto legge che contiene in pacchetto sicurezza del governo e che soprattutto contiene il c.d. emendamento Salva-Berlusconi, la norma blocca processi. Certo, i legali del Premier hanno fatto sapere che Berlusconi non ne beneficierà (e anche qui si dovrebbe capire com'è che certi reati che dovrebbero essere coinvolti alla fine ne resteranno esclusi), ma la polemica è ancora forte, tanto più che si attende ne pomeriggio il parere del Csm.

Il dibattito in aula è stato connotato da un paio di interventi piuttosto pacati e improntati anche alla salvaguardia del dialogo tra maggioranza e opposizione (Briccolo - Lega Nord - e Finocchiaro - Pd -), ma gli interventi più interessanti sono stati quelli del presidente dei senatori della maggioranza, l'onorevole Gasparri, e quello del senatore a vita Cossiga. Il primo ha difeso strenuamente il provvedimento elencando tutti o quasi gli interventi che attuerà, e rimarcando alcune incoerenze dell'opposizione, che approvò provvedimenti da lui definiti simili. Molto più interessante il parere di Cossiga, che dichiara la sua astensione, un voto che sarebbe stato contrario, per il timore che la sua obiezione dovuta più che altro al suo anti-razzismo e alle sue credenze religiose, venisse interpretato come segno di approvazione per l'opera di quella che definisce una lobby sindacale ed eversiva, cioè l'Associazione Nazionale Magistrati.

A supporto dell'opinione del Presidente Cossiga era arrivato anche l'editoriale di Famiglia Cristiana che definisce le regole introdotte con l'approvazione del dl contrarie alla democrazia, anticostituzionali, e dettate dalla semplice ossessione del Premier verso i magistrati. A gran voce infatti l'opposizione ha chiesto fino a pochi minuti dal voto il ritiro di alcuni emendamenti, in particolare quello che introduce l'aggravante di clandestinità e la norma blocca-processi. A favore di quest'ultima, o più che altro in cerca di una tregua, anche l'Anm che, con l'approvazione dell'ex Ministro della Giustizia Castelli, proponeva l'eliminazione di questo emendamento a favore dell'impunità per le alte cariche dello stato. Per quanto riguarda il c.d. lodo Schifani-bis è proprio di oggi l'intervista del ministro Alfano al Sole 24 Ore, il quale annuncia che il provvedimento è pronto e passerà all'esame del consiglio dei ministri, per proporre uno "scudo" di protezione per le 4/5 cariche più alte dello Stato. Ora intanto si passa con il pacchetto sicurezza all'esame della Camera.

  • shares
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO