Il fiume della libertà: il film di Berlusconi su se stesso

Completata la fase di post-produzione. Il docu-film a cui il Cavaliere lavora da un anno e mezzo verrà spedito a Mediaset. E la verità sarà ristabilita.

Il fiume della libertà. Eccolo il titolo del film sulla vita di Berlusconi a cui il Cavaliere sta lavorando da oltre un anno e mezzo. E pensare che quando la notizia del kolossal in lavorazione aveva iniziato a circolare (era il marzo 2013) i titoli che erano stati suggeriti su Twitter erano ben diversi ("Kill Mills"; "Craxi Driver"; "Da Tremonti all'alba" e cose così).

Ci stava lavorando da tanto, il Cavaliere. Un film necessario per ristabilire la verità sul suo personaggio inquinata da anni di film di terza categoria come Il Caimano di Nanni Moretti, Silvio Forever di Roberto Faenza e i meno noti Bye Bye Berlusconi e Shooting Silvio. Tutti pregiudizialmente ostili a Berlusconi. Ma visto che un film a suo favore proprio non riesce a trovarsi, ecco che il Cavaliere prende in mano la telecamera e se lo gira da solo.

Beh, non proprio da solo. In verità Berlusconi ha per lungo tempo cercato qualche regista vero che accettasse di seguire il suo progetto. E non ci sono dubbi che il cachet a disposizione non fosse da poco. E però, casi strani della vita, nessun regista degno di questo nome ha accettato di accostare la sua firma a quella di Silvio. Poco male, visto che il Cavaliere ha trovato nel fidato Francesco Giro (senatore del Pdl con troppo tempo libero) un appassionato cultore della sua storia che ha accettato di mettersi a visionare centinaia di ore di filmati per estrarre quello che non sarà più un kolossal, un film vero e proprio, ma un docu-film. Praticamente come il sopracitato Silvio Forever.

Se già state fremendo per l'attesa, sappiate che non manca molto. Venerdì è stata completata la fase di post-produzione, seguita dal guru dell'immagine televisiva personale di Berlusconi, Roberto Gasparotti, e il tutto durerà un'ora e mezza. Ora si attende solo il via libera da parte del Cavaliere e poi la probabile messa in onda su Mediaset, a cui Berlusconi spedirà la cassetta nella speranza che qualcuno si accorga del suo talento. E soprattutto che quel qualcuno si accorga che l'autore è il suo capo.

Stupende le parole con cui Francesco Giro ha presentato la sua opera prima: "Racconta la nascita di un leader carismatico che entra in contatto diretto e non mediato con il suo elettorato: ho voluto descrivere questo contatto che è per me innanzitutto fisico, corporeo, il corpo di un leader e quello di un elettorato ampio e diffuso e composito, non del tutto intellegibile neppure per Berlusconi". E nemmeno per l'altra metà dell'Italia che vota.

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