Iraq, attacco suicida a Mosul: 25 morti

Ramadan di sangue in Iraq: dopo i 72 morti negli attentati di ieri e i 13 degli assalti alle carceri di Abu Ghraib e Taji, questa mattina 25 persone hanno perso la vita a Mosul a causa di un attacco kamikaze a una colonna dell'esercito iracheno

Un attentatore suicida ha attaccato questa mattina un convoglio dell’esercito iracheno nella città settentrionale di Mosul uccidendo 22 soldati e tre civili, altre sedici persone sono rimaste ferite.

Il kamikaze ha seguito il convoglio dell’esercito iracheno guidando un veicolo carico di esplosivo, quando la colonna si è fermata in mezzo alla strada, l’attentatore ha fatto detonare l’esplosivo.
Non è ancora chiaro chi ci sia dietro l’esplosione, ma la pista più probabile, anche in questo caso, sembra essere Al Qaeda.

Nell’ultimo mese sono state 600 le vittime di attacchi e attentati, soltanto 110 in meno di 48 ore.

Iraq, assalto alle carceri: un commando tenta di liberare militanti di Al Qaeda

In Iraq, un gruppo armato di granate e mortai ha dato l’assalto alla prigione di Abu Ghraib, situata nella periferia occidentale di Baghdad, e a un altro carcere, quello di Taji, posto a nord della capitale irachena.

Il ministero dell’Interno ha dichiarato di avere inviato nei due centri di reclusione soldati, poliziotti ed elicotteri da combattimento per porre fine agli scontri avvenuti nelle carceri che ospitano molti militanti di Al Qaeda. Non è la prima volta che il noto gruppo terroristico organizza azioni di questo genere per liberare i compagni detenuti.

Il bilancio è di almeno 13 vittime, un numero che si somma alle 60 vittime che, nella giornata di domenica 21 luglio, hanno insanguinato la capitale: dieci le autobombe che sono esplose in meno di un ora, durante il pasto serale del Ramadan, in quartieri a prevalenza sciita. Anche a Taji, luogo che ospita uno dei due carceri, due ordigni erano esplosi vicino a una base militare uccidendo tre persone. E altre nove persone hanno perso la vita in altre zone periferiche della capitale e nel Kurdistan.

Non è da escludere che le bombe fossero state fatte esplodere per occupare le forze dell’ordine nei soccorsi e approfittarne per attaccare le carceri. Su Internet alcuni militanti hanno segnalato la fuga di migliaia di prigionieri, notizia che, attualmente, risulta infondata.

Sono oltre 2700 le persone morte in attentati, esplosioni e conflitti a fuoco avvenuti in Iraq dal 1° gennaio di quest’anno. Un bilancio pesantissimo che in poco più di un giorno ha visto sommarsi altre 85 vittime.

Via | Al Jazeera

Foto © Getty Images

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