Caso Ablyazov-Shalabayeva | Emma Bonino: "Tanti i punti da chiarire"

Il ministro degli esteri parla della questione kazaka, ma la priorità rimangono i buoni rapporti con la dittatura di stampo sovietico: "Ci vogliono soluzioni che non indeboliscano la posizione italiana".

Dopo la mozione di sfiducia superata dal ministro degli Interni Alfano, è Emma Bonino a tornare sul caso dell'espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Ablyazov. E fa un po' impressione sentire un'esponente di punta di quei Radicali da sempre in prima fila per i diritti civili e umani parlare della priorità di trovare soluzioni che "non indeboliscano la posizione italiana in Kazakistan e che non diano adito a rappresaglie da parte del governo Nazarbayev".

Parole, pronunciate prima del Consiglio Affari Esteri Ue, che confermano la sudditanza dell'Italia nei confronti di un paese strategico per le questioni energetiche. "Ci sono ancora dei punti oscuri che altre istituzioni devono chiarire. Per quello che seguo in solitario e con grande attività dal primo giugno, di fronte a istituzioni del Paese che continuavano a ripetere che tutto era regolare, la mia preoccupazione è stata difendere questa signora".

Non passa inosservato lo scaricabarile ("altre istituzioni devono chiarire"), quando è evidente a tutti che il ministero degli Esteri non può avere una parte di secondo piano in una vicenda che riguarda tanto gli Interni quanto la Farnesina. E però, come spiegato, le soluzioni devono essere soft, tanto che probabilmente non verranno prese neanche misure tanto simboliche quanto significative, come potrebbe essere l'espulsione dell'ambasciatore kazako: "Stiamo ancora valutando. Da quando è stata provata la superattività dell'ambasciatore kazako abbiamo preso una serie di iniziative per risolvere la questione, ma senza contraccolpi che indeboliscano la nostra presenza e capacita' di assistenza".

Ci si limita a qualche frecciata, ma la priorità rimangono i buoni rapporti con la "potenza energetica", tanto più con l'avvicinarsi di quello che Emma Bonino chiama il generale agosto: "Indubbio è che l'attuale ambasciatore kazako in vacanza, dopo questi avvenimenti, non sarà più una persona molto utile nemmeno per i kazaki. Ma non vorrei che alla fine restassimo con una presenza più indebolita".

Ma l'Italia sarà chiamata a rispondere del suo comportamento in sede europea? "Poiché ampiamente informati non credo che l'argomento sarà sollevato. Abbiamo da tempo avvertito sia la presidenza dell'Ue, che peraltro è l'unica che mantiene un ufficio ad Almaty, e che ha garantito il supporto a difesa e a monitoraggio della situazione della signora (Shalabayeva) così come abbiamo avvertito la commissione Ue". D'altra parte, secondo Bonino, l'Italia ha già fatto il suo: "Abbiamo da tempo avvertito sia la presidenza dell'Ue, che peraltro è l'unica che mantiene un ufficio ad Almaty, e che ha garantito il supporto a difesa e a monitoraggio della situazione della signora (Shalabayeva) così come abbiamo avvertito la commissione Ue".

Rimane la sensazione che - nonostante la vicenda abbia, appunto, ancora "molti punti oscuri" e abbia mostrato la posizione di debolezza dell'Italia nei confronti di una dittatura di stampo sovietico - la ragion di stato e soprattutto la "ragion energetica" abbia preso nettamente il sopravvento sulla questione dei diritti umani. E questa, nonostante le perplessità sulla figura di Ablyazov, non è una posizione di cui andare fieri.

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