Papa Francesco in Brasile: cinque buoni motivi per il viaggio in Sud America

Il bacino di fedeli. La potenza economico-politica. Il ruolo di catalizzatore delle coesione sociale. Il marketing verso le nuove generazioni. Il contrasto alle chiese evangeliche. Ecco i cinque motivi per i quali il Papa ha attraversato l’Oceano

Perché proprio il Brasile? Ci sono almeno cinque buoni motivi per i quali Papa Francesco ha scelto di compiere il primo viaggio episcopale, fuori dall’Italia, in Brasile. Ecco quali:

1) Il Sud America non è soltanto il suo continente: è il più importante bacino di fedeli che resta alla Chiesa Cattolica dopo l’involuzione dell’ultimo ventennio nel Vecchio Continente, una contrazione che va dallo svuotamento delle Chiese alla crisi delle “vocazioni”.

2) Il Brasile è l’unica potenza economica, fra le attuali, a poter contare su una maggioranza religiosa cattolica.

3) Il Brasile è un Paese ricco di contraddizioni: il grande sviluppo economico dell’ultimo decennio, con grandi conquiste a livello sociale non ha debellato la povertà che resta una piaga diffusa, specialmente nelle grandi metropoli. L’arrivo del Papa rappresenta, in un Paese fortemente credente, un potente elemento di coesione sociale in grado di giovare sia alla Chiesa Cattolica che al Paese ospitante.

4) Il Brasile è un Paese dove la maggior parte della popolazione è rappresentata da giovani. Il viaggio di un Papa dall’inesauribile talento di comunicatore rappresenta un investimento per il futuro, un’intelligente mossa di marketing, nella quale conta anche tutto l’“indotto” comprese le visite agli assi del football Pelè, Zico, Neymar e Oscar.

5) In territorio brasiliano, la Chiesa Cattolica deve respingere la prepotente ascesa delle chiese evangeliche che stanno raccogliendo uno straordinario consenso nelle fasce meno abbienti della popolazione e diventando un’alternativa al Welfare di Stato e, anche al solidarismo cattolico. E le chiese evangeliche vanno all’attacco anche attraverso la propaganda televisiva: quale “campagna” migliore di un bombardamento “papale” a reti unificate?

Foto © Getty Images

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