Primarie Pd: Crocetta al Congresso per candidarsi alla segreteria?

Domani il processo al governatore. Colpevole di essere contemporaneamente iscritto al Pd e leader del Megafono. E lui passa al contrattacco.

Si apre un nuovo fronte nel Partito Democratico, come se non bastassero i problemi causati dal governo di larghe intese e dalla pessima gestione della corsa di Matteo Renzi alla leadership del partito, adesso è la volta di Rosario Crocetta, governatore della Sicilia. Oggi ci sarà il "processo" a Crocetta, reo di essere iscritto al partito ed essere al contempo leader di un suo movimento (Il Megafono) che è quasi sempre un appoggio al Partito Democratico, ma che in qualche caso ha presentato liste autonome se non concorrenti.

Il responso sarà domani, ma Crocetta è già passato all'attacco. Due gli obiettivi: i "padroni delle tessere" in terra sicula e chi cerca di fermare la sua "azione di rinnovamento". E così, il governatore antimafia minaccia prima di candidare una sua giovane assessore, Nelli Scilabra, alla guida del partito alla regione e soprattutto di candidarsi lui, in prima persona, alle primarie Pd che decideranno del prossimo segretario nazionale.

"Sarò processato in contumacia, e visto che non ci sarò metteranno al rogo un pupo con le mie sembianze. Siamo tornati ai tempi dell'inquisizione", queste le parole di Crocetta a Repubblica alla vigilia del processo. Nel merito del Megafono, la posizione di Crocetta è questa: "La lista del Megafono venne chiesta da Bersani e Zoggia. E invece, domani sarò sotto processo come eretico a Roma. Sono curioso di capire se mi giudicheranno e mi condanneranno a morte, al rogo, come le streghe e come gli ebrei. E' una vergogna, proprio mentre ho fatto scoppiare la questione morale mi mettono sotto processo".

Non solo: secondo il governatore Il Megafono non è un partito strutturato, ma semplicemente un'idea. Che ha intenzione di essere sempre federato con il Pd (e allora andrebbe capito meglio dove, quando e perché Crocetta ha presentato liste che non fossero in sintonia con il partito). Mentre in molti gli contestano un conto bancario a cui versare la quota di iscrizione al Megafono, spiegando che "non si paga per abbracciare un'idea".

Sullo sfondo la questione dello scandalo "escort ai politici" in Sicilia, che ha coinvolto i due esponenti del Partito Democratico: il deputato Francantonio Genovese e il cognato Franco Rinaldi (consigliere regionale). Contro i due Crocetta si è scagliato fin dall'inizio di questa vicenda, e il sospetto del governatore è che il tempismo con il processo non sia causale.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO