Casaleggio&Grillo gridano “al lupo!”. Assenti Pdl, Pd (e governo). E la barca affonda

Le esternazioni del guru del M5S Gianroberto Casaleggio su una situazione italiana “al limite” sono ad uso e consumo dei grillini ma rispecchiano la realtà di un Paese in bilico.

Tutti, nel governo e nei partiti, fanno spallucce e risolini rispetto a “quello che dicono quelli”, e solamente il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio - un politico pragmatico del riformismo emiliano - dà ragione a Casaleggio: “ Ha detto una cosa vera: c’è una situazione al limite della rabbia”.

Chi mente? O, meno pesantemente ma non meno preoccupante: chi fa il furbo? Che la situazione sia pesante, al limite della sostenibilità, lo dimostrano tutti gli indicatori finanziari ed economici, una mazzata dietro l’altra.

L’ultimo allarme arriva dal fronte bollente dei conti pubblici italiani. Il debito (dati Eurostat) è tornato a livelli record: nel primo trimestre del 2013 ha sfondato quota 130%, assestandosi al 130,3% del pil. Nel trimestre precedente si era "fermato" al 127%. Solo la Grecia ha un debito più elevato dell'Italia, a 160,5%. Questo il quadro: dopo Grecia e Italia c'è il Portogallo (127,2%), l'Irlanda (125,1%) e Belgio (104,5%).

I debiti più bassi invece in Estonia (10%), Bulgaria (18%) e Lussemburgo (22,4%). Rispetto all'ultimo trimestre 2012, 21 Stati hanno registrato un aumento del loro debito nel primo trimestre 2013 e solo sei una discesa. Gli aumenti più elevati quelli dell'Irlanda (+7,7 punti percentuali) Belgio (+4,7 punti) e Spagna (+4 punti), mentre i cali più ampi in Lettonia (-1,5 punti), Danimarca (-0,8 punti) e Germania (-0,7 punti).

Intanto il governo - tirato per la giacca da tutte le parti - intende pagare i suoi creditori. La cifra messa a disposizione dal ministero dell'Economia agli Enti locali per saldare i debiti della Pubblica amministrazione ammonta ad oggi a 15,69 miliardi. Dove si trovano questi soldi? E i due maggiori partiti che sostengono l’esecutivo Letta?

Il Pdl è sempre alla ricerca di controffensive – si balla tutt’ora a ritmo di Imu ed Iva – e adesso puntano a un riequilibrio di poltrone ministeriali, pari al Pd, che aveva fatto il pieno, pur avendo solo una manciata di voti in più del partito del Cav. Ultimatum o ricatti belli e buoni, ma sempre posizioni politiche, cui non si può non prestare attenzione e agire conseguentemente.

Ma il Pd non c’è, o meglio, c’è per i fatti suoi, pensa ai propri assetti, al futuro congresso, con la base (e non solo la base) che non ne può più. Casaleggio, fra una castroneria e un’altra, apre la strada a Grillo, pronto a buttare altra benzina sul fuoco. Pria o poi, da tanto tuonare, arriva un nubifragio spazzatutto.

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