Processo Mediaset | Berlusconi si arrende: "La Cassazione decida il 30 luglio"

Il Cavaliere è stanco e spera che agosto e le spiagge aiutino gli italiani a dimenticare alla svelta la sua probabile condanna. Ma è davvero tutto qui?

Era girata addirittura la voce che pur di recuperare qualche mese di vita (politica), Silvio Berlusconi fosse disposto a rinunciare alla prescrizione nel Processo Mediaset. Adesso il dietrofront, si vada a sentenza il 30 luglio come previsto. Come mai? Innanzitutto c'è da dire che l'idea del rinvio della prescrizione non era tanto del Cavaliere, quanto del suo avvocato Franco Coppi, e non aveva mai convinto l'ex premier.

Da una parte lo scenario dipinto dal Cavaliere, secondo cui un rinvio è inutile visto che già hanno deciso di condannarlo, dall'altra lo scenario dipinto da Coppi, secondo cui se la Corte non avesse fretta che il tutto cada in prescrizione potrebbe anche decidere di rimandare il processo in appello. E così i giochi potrebbero riaprirsi. Ma Berlusconi è stufo di questa situazione e pare che sia pronto ad accettare la decisione, pur di lasciarsi alle spalle una vicenda particolarmente stressante (tanto più che il Processo Ruby è ancora in pieno svolgimento).

Ma è davvero tutto qui? Oppure c'è qualcos'altro? In effetti sono numerosi i fattori che fanno pensare al Cavaliere che il rinvio potrebbe essere inutile, se non addirittura dannoso. Innanzitutto si pensa che una condanna alla vigilia di agosto avrebbe il vantaggio di essere dimenticata in fretta dagli italiani alle prese con creme solari e sdraio sulla spiaggia, cosa che potrebbe (ma sarà poi così?) facilitare la trattativa con il Pd per il voto sulla interdizione dai pubblici uffici (che deve essere votata a scrutinio segreto dal Senato).

Non solo: secondo l'analisi dei giudici fatta dagli avvocati, la Corte di Cassazione che presiederà il caso il 30 luglio, anche se forse non è proprio "amica", è probabilmente la meno ostile che si possa immaginare. Ma forse in tutto questo caos Berlusconi ha semplicemente ricevuto una telefonata dalla redazione di Libero, che oggi parla della possibilità che la Cassazione abbia sbagliato i calcoli e sia direttamente lei a occuparsi di rimandare il processo Mediaset più in là, senza che il Cavaliere debba fare niente di clamoroso:

Secondo i complicatissimi calcoli comunicati dalla Corte d'Appello, desiderosa di chiudere il conto il prima possibile, uno dei reati contestati a Berlusconi sarebbe caduto in prescrizione l'1 agosto. Da qui la decisione della Cassazione di assegnare il caso in fretta e furia alla Sezione feriale e arrivare a sentenza già il 30 luglio. Ma secondo nuovi calcoli rifatti dagli stessi giudici e comunicati all'Alta Corte, la prescrizione potrebbe scattare tra 14 e 27 settembre. Meno fretta, dunque. Deciderà sempre la Sezione feriale ma, e questa è la speranza nel centrodestra (e non solo), potrebbe esserci una tregua di qualche settimana. Per Berlusconi, certo, e per il governo.

Tutto da prendere con le pinze, ovviamente, visto che si tratta dello stesso quotidiano che ventilava la possibilità che Napolitano graziasse Berlusconi ed è già stato bollato di "analfabetismo istituzionale".

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