Decreto del Fare: il governo mette la fiducia

Troppi 800 emendamenti. Il voto potrebbe avvenire già domani.

Viste le tensioni che agitano il governo di larghe intese, rientrate solo dopo le parole di Giorgio Napolitano alla cerimonia del Ventaglio, era una scelta abbastanza prevedibile: il governo Letta ha posto la fiducia per il voto al decreto del Fare che contiene le norme che dovrebbe dare una scossa all'economia italiana.

La decisione è stata annunciata dal ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini: "Ci sono troppi emendamenti e per le votazioni ci sarebbe voluto troppo tempo". E visto che si avvicina a grandi passi la pausa estiva bisogna andare di corsa: "Bisogna esaminare sei decreti legge, le leggi europee, il ddl di riforma costituzionale, il testo sul finanziamento pubblico ai partiti e quello sull'omofobia: affrontare il voto su 800 emendamenti al dl Fare non consentirebbe di riuscire ad esaminare tutto in tempo".

C'è da dire che il governo aveva preso in considerazione la possibilità di permettere al Parlamento di lavorare alle modifiche da apportare al testo, ma solo a patto che fosse ridotto drasticamente il numero di emendamenti. Proposta di tregua accolta da Sel e da Lega Nord, ma non dal Movimento 5 Stelle: "Abbiamo avuto un incontro stamani e ci è stato detto che se avessimo accolto una serie di loro emendamenti gli altri sarebbero stati ritirati. Quando abbiamo obiettato che una parte di essi era ammissibile e un'altra no per ragioni di copertura ma anche di merito, quel gruppo ha deciso di chiedere il voto su tutti gli emendamenti".

Alle 12 ci sarà la conferenza dei capigruppo che deciderà le modalità del voto che dovrebbe tenersi domani.

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