Bulgaria: assedio al Parlamento contro la corruzione

Notte di paura per una trentina di persone tra deputati e giornalisti al Parlamento bulgaro.

Scontri con la polizia

Notte di paura per una trentina di persone tra deputati e giornalisti al Parlamento bulgaro. A Sofia, da ieri pomeriggio, circa 2mila manifestanti protestano infatti contro la corruzione, chiedendo le dimissioni del governo di sinistra guidato dal premier Plamen Orecharski e che siano indette nuove elezioni. Un vero e proprio assedio al Palazzo del potere bulgaro.

Solo alle 3.30 locali (le 2.30 in Italia), la polizia è riuscita a forzare una barricata dei dimostranti e a raggiungere l'edificio con diverse camionette: sono state così evacuate circa 80 delle 109 persone bloccate all'interno, in particolare ministri e deputati del Partito socialista (Psb) e del Partito di minoranza turca (Mdl). Le forze dell'ordine, in precedenza, erano state respinte nel loro tentativo di blitz. C'erano stati scontri, con nove feriti (tra cui due poliziotti).

Solo qualche ora più tardi, sono state fatte uscire dal palazzo le altre 29 persone che erano rimaste bloccate all'interno. La polizia ha quindi provveduto a smantellare le barricate fatte dai manifestanti. E' saltata, però, la riunione parlamentare prevista per la giornata di oggi. E c'era da aspettarselo dopo la notte molto tesa che si è vissuta a Sofia.

La Bulgaria è il Paese più povero dell'Unione Europea. Dall'inizio dell'anno c'è anche una grave crisi politica, causata da quella economica. A febbraio scorso, il governo del premier di destra Boiko Barisov è caduto, in seguito alle continue manifestazioni di piazza contro le misure di austerità. Dalle elezioni anticipate del 12 maggio è uscito un governo di tecnocrati, sostenuto dalla sinistra, ma le proteste non si sono fermate. Anzi.

Foto | © Getty Images

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