Le pericolose sparate di Bossi: Monti rischia la vita perchè il Nord lo farà fuori

Niente, con la Lega non ci si può distrarre un attimo. Ieri vi parlavamo degli attacchi leghisti al figlio di Totò Riina, sorvegliato speciale a Padova, e ricordavamo di come la Lega, coerente come sempre, avesse contribuito a salvare o a proteggere Saverio Romano, Marcello Dell'Utri e Nicola Cosentino.

Proprio ieri sera a Piacenza Umberto Bossi ha detto la sua ai giornalisti sulla proposta del governo di far cantare l'Inno di Mameli in tutte le scuole:

"Spero che non lo cantino i mei figli."

Non è la prima volta che i leghisti attaccano l'Inno nazionale (ne avevamo parlato qui), ma è invece la prima volta che Bossi minaccia così pesantemente il Presidente del Consiglio (nel video qui sopra trovate l'audio della breve intervista al Senatur):

"Monti rischia la vita perchè il Nord lo farà fuori. Adesso sta riempiendoci il Nord di mafiosi in soggiorno obbligato...[incomprensibile] a impiccare in pubblica piazza."

Seguiteci dopo il salto....


Non poteva mancare l'elegante smentita di Bossi, che ha detto che

"È Monti che minaccia di morte noi. Ho detto che Monti nella testa dei padani non è ben visto perché ci porta la povertà e poi anche la mafia. I giornalisti travisano, non si smentiscono mai quelle teste di legno."

Colpa dei giornalisti? Gli anni vicino al Cavaliere devono aver fatto molto male al Senatur. Bossi ha poi aggiunto: se voglio minacciare qualcuno lo faccio.

Ora, le parole di Bossi potrebbero sembrare le sparate di una simpatico e anziano leader di partito. Ma non è così. Fino a pochi mesi fa la Lega faceva parte del governo. Italiano. Il governo di uno stato occidentale, membro dell'Unione Europea. Non è normale che il segretario di un partito nazionale usi questi toni e minacci di morte un avversario politico. Certo, direte voi, le minacce leghiste contano meno di zero (i padani hanno annunciato mille volte la marcia su Roma ma niente, ancora non si muovono), ma il punto è un altro.

La Lega, una forza politica rozza, che non ha mai presentato una proposta politica seria o perlomeno credibile (a meno che non si pensi che sparare cannonate sui barconi degli immigrati, come proposto da Bossi non molto tempo fa, sia un'idea degna di questo nome) è in mezzo al guado. Bossi deve tenere unito il partito, spaccato tra Cerchio Magico e Maroniani, deve cercare di catturare quanti più delusi possibile, per arrivare alle Politiche 2013 in piene forze.

È quindi normale volercementare la base attaccando i soliti bersagli (l'Inno di Mameli, Monti, Napolitano, di recente anche Berlusconi) ma se per guadagnare qualche voto si minaccia di morte il Presidente del Consiglio e si insulta l'Inno di Mameli, c'è qualcosa che non va in questo paese.

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