Parlamento, minacce ai dipendenti sul web: il Senato si rivolge alle autorità

Il Senato e la Camera si sono schierati apertamente contro le minacce di morte ai propri dipendenti apparse su Facebook.

Se uccidi un dipendente della Camera o Senato contribuisci al risparmio e alla spesa pubblica. Tanto sono tutti parenti e consanguinei tra loro peggio degli egizi.

E' questo il tono delle affermazioni comparse nelle ultime ore nella pagina Facebook Maurizio Crozza Fan Page e riprese un po' ovunque nei principali social network, vere e proprie minacce di morte che hanno fatto seguito alla pubblicazione di una dossier sugli sprechi di Montecitorio da parte del Movimento 5 Stelle.

La replica dei diretti interessati non si è fatta attendere e da Camera e Senato sono prontamente arrivate delle note ufficiali che condannano pubblicamente comportamenti del genere e minacciano seri provvedimenti. La Camera dei Deputati ha scritto:

In ordine alle affermazioni contenute in alcuni social network ed in particolare a quelle pubblicate nella pagina facebook Maurizio Crozza fan page, la Camera dei deputati esprime la più ferma condanna per quella che ormai appare come una campagna di diffamazione e di aggressione nei confronti dei propri dipendenti.
La diffamazione passa attraverso dichiarazioni e notizie false e offensive, come quella secondo la quale i dipendenti della Camera sarebbero "tutti parenti tra loro e consanguinei" con ciò facendo intendere chissà quali oscure pratiche di assunzione mentre tutto il personale ha superato un concorso pubblico pienamente trasparente e aperto alla partecipazione di tutti i cittadini.
Sono inoltre sempre più frequenti affermazioni gravemente minacciose nei confronti dei dipendenti della Camera che dimostrano come tale fenomeno, basato su notizie di stampa a volte fuorvianti, abbia assunto caratteri non più accettabili in un contesto civile.
La Camera dei deputati, pertanto, ha già provveduto ad attivare, presso le competenti autorità, tutte le iniziative necessarie a tutela dei propri lavoratori.

A quel comunicato, duro e conciso, ha fatto seguito la nota ufficiale del Senato, che ha annunciato di aver già contatto le autorità competenti per accertare le responsabilità e identificare gli autori delle minacce:

La campagna diffamatoria in atto nella rete nei confronti dei dipendenti del Parlamento ha assunto toni inaccettabili. Espressioni come ''Se uccidi un dipendente della Camera o Senato contribuisci al risparmio e alla spesa pubblica. Tanto sono tutti parenti e consanguinei tra loro peggio degli egizi'', apparse in alcune pagine di social network, contribuiscono ad alimentare un clima di odio, peraltro basato su false notizie, che nulla hanno a che vedere con la realtà di chi ogni giorno lavora nelle istituzioni. Il Senato della Repubblica proseguirà con ogni azione a tutela della dignità dei propri dipendenti, contro i quali da tempo è in atto una campagna dai livelli inaccettabili in un contesto civile.

Sulla questione è già intervenuto direttamente anche il Vice Presidente della Camera dei deputati, Luigi di Maio, che ha precisato come il dossier pubblicato sia stato strumentalizzato dai media, in modo particolare a proposito degli alti stipendi dei parlamentari:

La veemenza che anima la discussione in merito agli stipendi dei dipendenti Camera è veramente vergognosa. La strada deve essere quella che si sta seguendo nel Comitato degli Affari del Personale. Non posso che apprezzare il lavoro e la professionalità del personale della Camera, e deplorare qualsiasi attacco personale, ingiurioso e violento.

L'inchiesta, come voluto dai diretti interessanti, è stata aperta.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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