Egitto, strage di civili a Nasr: oltre 120 morti e 4500 feriti fra i manifestanti

Notte di violenze al Cairo, Alessandria e in altre città egiziana. Secondo le ultime notizie ci sarebbero oltre 120 morti

23:25 Interviene anche il segretario di Stato statunitense John Kerry sulla situazione egiziana. Kerry ha spiegato che le autorità egiziane devono rispettare il diritto della popolazione a riunirsi pacificamente in pubblico e a manifestare. Gli Usa hanno poi invitato le autorità egiziane a porre fine alle detenzioni di carattere politico e a liberare i leader imprigionati fra cui l'ex presidente Morsi.

23:16 Secondo Ahmed Aref, portavoce dei Fratelli Musulmani, 66 sono le persone morte in seguito agli scontri e altre 61 sarebbero clinicamente morte. Pesantissimo anche il bilancio dei feriti che sarebbero circa 4500, 700 di questi colpiti da armi da fuoco.

ore 15:05 Continua la discordanza di cifre fra le fonti governative (il Ministero della Salute) e quelle dell'ospedale da campo allestito sul luogo della strage di Nasr: per i primi sono 60, per i secondi fra i 120 e i 160.

Egitto, notte di proteste: 75 morti e mille feriti, la polizia spara sui manifestanti

14:53 Un video degli scontri in Egitto.

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12:07 In un tweet di Moose Campbell la situazione in un ospedale di emergenza allestito all'interno della moschea di Rabaa.


 

11:56 Dati discordanti sulle morti connesse alle proteste cominciate ieri in Egitto. Se per l'agenzia di stampa Mena i decessi sarebbero 75, secondo le fonti mediche e dei Fratelli Mussulmani i decessi sarebbero addirittura 139. Per Al Jazeera, invece, le vittime sarebbero 120.

10:05 Il generale Abdel Fattah al-Sisi, capo delle forze armate, venerdì ha invocato il supporto alla sua azione e a quella dell’esercito nel porre fine a quello che ha chiamato “terrorismo”. I Fratelli Musulmani hanno condannato le sue dichiarazioni bollandole come “incitamento alla violenza e all’odio”.

09:59 I Fratelli Musulmani hanno accusato la polizia di avere utilizzato proiettili veri contro i manifestanti: uno di loro, durante un medicamento in un ospedale da campo, ha raccontato di aver visto alcuni uomini in borghese aprire il fuoco contro i manifestanti.

09:56 Nella giornata di ieri erano state organizzate due manifestazioni contrapposte fra di loro: una per celebrare la deposizione e l’incarcerazione dell’ex presidente Mohamed Morsi e un’altra che ne chiedeva la scarcerazione e il suo ritorno al potere. Inizialmente la polizia aveva deciso di non intervenire ma quando la situazione si è fatta più tesa, le forze dell’ordine sono intervenute aprendo il fuoco e caricando i manifestanti. A Nasr, roccaforte dei Fratelli Musulmani, i feriti sarebbero addirittura mille.

ore 09:14 Sarebbe di 75 morti - secondo l'agenzia di stampa Mena che si rifà a fonti ospedaliere - il bilancio degli scontri avvenuti al Cairo, ad Alessandria e in altre città egiziane. Sempre secondo Mena i feriti sarebbero 1000. Gli scontri più duri sono avvenuti nel quartiere di Nasr, zona che, storicamente, ospita una forte presenza di Fratelli Musulmani. Diverse le cifre della televisione Al Jazeera che parla di 23 morti e 500 feriti.

Egitto, giornata di manifestazioni: 5 morti ad Alessandria d'Egitto


26 aprile 2013, 21.50 - E' salito a 5 il bilancio dei morti negli scontri tra oppositori e sostenitori dell'ex presidente egiziano Morsi. Il triste bilancio è stato comunicato dalle televisioni al Arabiya e al Jazeera, secondo le quali il bilancio dei feriti sarebbe arrivato a 70. E la notte è ancora lunga.

19.00 - Sono almeno due, secondo quanto riferisce il ministero della Sanità egiziano, le persone rimaste uccise oggi negli scontri ad Alessandria d'Egitto, città al centro di manifestazioni al pari di quelle in corso da ore al Cairo. Non è stato reso noto di quale fazione fossero le vittime, è certo però che si tratta di due manifestanti.

Come temuto e anticipato nelle ultime ore, i primi scontri tra sostenitori e oppositori dell'ex presidente egiziano Morsi sono cominciati al Cairo nella giornata in cui sono state indette due diverse manifestazioni, quella a favore del nuovo regime militare e quella voluta dall'opposizione dei Fratelli Musulmani contro il colpo di Stato che ha destituito il Presidente eletto appena un anno fa.

Fonti della sicurezza egiziana hanno confermato l'inizio degli scontri e fatto sapere che al momento le forze dell'ordine hanno deciso di non intervenire.

L'ONU invita l'Esercito a liberare l'ex presidente Morsi


La presa del comando in Egitto da parte dell'Esercito, e in particolare le sue modalità, continua a suscitare più di una preoccupazione. Giusto ieri gli Stati Uniti si erano detti allarmati dalla tensione che continua ad essere altissima. Oggi, invece, tocca alle Nazioni Unite.

Il segretario generale Ban Ki-moon ha invitato l'Esercito egiziano a liberare il presidente islamista Mohamed Morsi, deposto lo scorso 3 luglio dopo appena un anno di regime, e con esso anche i suoi più stretti collaboratori, di fatto arrestati in quello in occasione del colpo di Stato seguito in diretta televisiva da milioni di persone.

Tramite il suo portavoce Eduardo del Buey, il segretario generale dell'ONU ha chiesto all'Esercito il loro rilascio o che almeno "la loro posizione venga esaminata senza indugio e in maniera trasparente".

Intanto, mentre si attende l'inizio delle manifestazioni in programma per oggi, l'amministrazione Obama torna a esprimersi sulla questione egiziana. O meglio, a NON esprimersi. Parlando ai membri del Congresso, il vicesegretario di Stato William Burns ha detto di non aver intenzione di determinare se in Egitto sia avvenuto o meno un colpo di stato militare.

L'amministrazione, fa sapere Burns, non è legalmente tenuta a stabilire se la deposizione di Mohamed Morsi sia stato un colpo di Stato oppure no. Una dichiarazione del genere, dicono, non sarebbe negli interessi degli Stati Uniti. Il motivo è presto detto: ammettere l'attuazione di un colpo di Stato in Egitto costringerebbe gli Stati Uniti a tagliare automaticamente gli aiuti al Paese. E gli interessi, in questo caso, sono troppo alti.

Obama si dice preoccupato: "la retorica dell'Esercito infiamma le tensioni"


La situazione egiziana continua a essere allarmante. Da settimane le proteste non accennano a placarsi e nemmeno la caduta del presidente Morsi è servita a calmare le acque. Anzi, le proteste si sono fatte sempre più aspre e la conta dei morti è continuata a salire.

Per domani, ne parlavamo stamattina, sono in programma altre due manifestazioni che non faranno che aumentare la tensione e che nonostante gli inviti alla non violenza potrebbero lasciarsi alle spalle altro sangue. La Casa Bianca, per ovvi motivi attentissima alla questione egiziana fin dagli inizi, è nuovamente intervenuta sulla questione, dicendosi preoccupata del modo in cui si sta comportando l'esercito egiziano:

La retorica in queste ore in Egitto non fa altro che infiammare le tensioni.

Intanto, proprio a proposito di tensioni, dall'Esercito arriva l'ultimatum alla Fratellanza Musulmana. Fonti militari ufficiali hanno intimato all'opposizione di cessare le proteste e di unirsi al processo politico sostenuto dai militari. L'ultimatum, fa sapere l'Esercito, scadrà questo sabato.

Sale la tensione per le manifestazioni di domani: si temono violenti scontri


Sarà un'altra giornata calda, quella di domani, per i cittadini egiziani. Come accade ormai da settimane, i sostenitori e gli oppositori del presidente deposto Mohamed Morsi scenderanno nuovamente in piazza per due diverse manifestazioni invocate dai leader delle due parti.

Da un lato ci sono i militari capitanati da Abdel Fattah Al Sisi, attuale ministro della Difesa del Paese, che proprio per domani ha indetto una manifestazione a sostegno della lotta contro la violenza e il terrorismo, rappresentato dalla Fratellanza Musulmana.

Dall'altro lato, appunto, ci sono i Fratelli Musulmani che, attraverso la guida di Mohamed Badie hanno chiesto ai cittadini di scendere in strada per una contro-manifestazione atta a respingere "il golpe militare sanguinoso" attuato nelle scorse settimane.

Badie, nei cui confronti ieri è stato emesso un mandato di arresto per incitamento alla violenza, ha invitato i sostenitori del partito islamico a protestare pacificamente, evitando scontri e spargimenti di sangue.

Le manifestazioni si svolgeranno al Cairo, già teatro dei più violenti scontri registrati dall'inizio di queste proteste che ad oggi hanno portato alla morte di decine di persone.

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