Ore 12 - Le primarie al "vetriolo" avvelenano il Pd. Bersani, sveglia!

altroC’è chi, come il sempreverde Alfredo Reichlin, legge in termini positivi l’ultima sberla subita dal Pd nelle primarie di Palermo.

“Come è naturale che sia - scrive su l’Unità l’ex dirigente del Pci - le primarie riservano sorprese. Ma sbaglia sia chi non le accetta e sia chi le usa per mettere in crisi il Partito democratico”. Si chiede Reichlin: “Cos’è il Pd? Io penso che sia ancora un partito in formazione che si sforza (o dovrebbe sforzarsi) di collocarsi su un terreno nuovo e più avanzato rispetto a vecchi giochi. Che cosa voglio dire? … Il fatto vero è che stanno scomparendo i vecchi nomi e i vecchi schieramenti”.

E’ davvero questo – con la procura di Palermo che indaga sui brogli nei seggi, con Leoluca Orlando che parla di inquinamento delle primarie e minaccia: “Digos e carabinieri hanno le prove”, con Bersani sempre sotto tiro nell’infinita guerra tra faide interne - il segnale che emerge dalle primarie che contano, ultime quelle di Genova e Palermo, dopo quelle di Milano, Napoli ecc.? Non scherziamo.

La risposta a Reichlin viene dal suo ex compagno di partito Emanuele Macaluso: “ Nel Pd e in tutto il centrosinistra siciliano, da tempo è in corso una guerriglia tra notabili di antico pelo e giovani ambiziosi per mantenere un ruolo acquisito o per conquistarne uno più ambito. Questo non significa che non ci siano anche scontri che hanno una dimensione politica, ma quel che prevale è la guerriglia”.

Sapete che ha detto a Repubblica il golden boy ex Idv Ferrandelli vincitore delle primarie di Palermo, il giovane che si vanta di non essere politicamente figlio di nessuno?: “Vedevo la poltrona dove era seduto Cammarata, la poltrona del sindaco, e immaginavo che un giorno avrei potuto agguantarla”.

Sì, voce del verbo agguantare. E ci fa sapere – scrive oggi il Riformista - di avere preso i voti del partito (Pid) dell’ex ministro, inquisitissimo, Saverio Romano, e del campione antimafia ex sindaco di Gela, Crocetta; che vorrebbe rientrare nell’Idv e non ha problemi né con la foto di Vasto né con quella di Lombardo e soci.

Ora, nessuno contesta la sana ambizione di chiunque, legittima anche in politica. “Ma, quanti sono, - si chiede sempre Macaluso - tra i nuovi e i vecchi notabili del Pd, quelli che hanno come obiettivo solo “l’agguantare una poltrona”? C’è una verità incontestabile di ieri come di oggi: se nella lotta politica non ci sono grandi motivazioni e orizzonti visibili oltre l’immediato, se in un partito non c’è una comune base politico-culturale, “l’agguanto della poltrona” diventa il tutto”.

Già. O il Pd caccia i demagoghi e i furbi (e gli imbroglioni e i disonesti di qualunque età e provenienza) e riparte da qui o lo sbocco finale è già scritto: lo sfascio.

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