PD, alta tensione. Congresso su misura per la “vecchia guardia”. Renzi sulla graticola?

Anche Enrico Letta se le cerca col lanternino e, non bastassero i guai del suo governo “tartaruga”, si infila in quelli del PD.

Il premier, infatti, si caccia nel ginepraio della direzione del Partito Democratico e – vista l’aria che tira, un brontolio sordo di tuoni che annunciano tempesta – tenta un richiamo alla coesione interna, con una frustata d’orgoglio che non tira neppure il più flebile degli applausi: “Uniti non ci batte nessuno”. Già, uniti chi? Uniti come? Uniti per fare che cosa?

La Direzione di ieri ha deciso di … andare in ferie rinviando al 14 settembre (fra più di un mese e mezzo!) l’Assemblea che proclamerà il congresso “ristretto” (come un brodino insipido e inutile) per fine novembre (forse) : non si è votato per non sancire insanabili spaccature, a dimostrazione di una tensione che si può tagliare con il coltello.

A Matteo Renzi la linea di Epifani è rimasta sul gozzo e adesso o apre una lotta politica aperta nel partito o sarà schiacciato nel gioco delle alleanze interne, con regole punitive per il “rottamatore”. Epifani è stato chiaro: "Il congresso partirà dai congressi di circolo, locali e regionali. Dopo saranno formalizzate le candidature a segretario nazionale".

Il sindaco di Firenze voleva la data precisa del Congresso? Niente! Voleva regole “scassa apparati”? Servito, con la separazione tra guida del partito e premiership e con il segretario eletto dai “soli” iscritti al partito.

La ribellione dei renziani sui tempi e sui modi delle candidature, ovvio, non è una impuntatura “tecnica”, bensì una netta differenziazione di sostanza politica sul modo di essere del partito, da rivoltare come un calzino se si vuole dare una svolta definitiva all’identità e alla linea programmatica del pidì, sempre in bilico fra grandi trionfi e grandi tonfi. Il Partito Democratico teme se stesso e, ancora una volta, pare rinchiudersi nelle proprie paure.

Renzi (ma anche Cuperlo e altri) chiede una platea larga e che le candidature siano presentate prima dell’inizio del percorso congressuale. Un modo per tagliare le unghie agli apparati, un modo però per rinsaldare la vecchia guardia (da Epifani, D’Alema, Bersani, Franceschini ecc. ecc. fino a .. Letta) che, dopo l’abbronzatura agostiana, schiererà le truppe, pronte per la battaglia di tutte le battaglie.

Dai renziani giunge calda calda la battuta che la dice lunga sullo stato della fiera: "Alla direzione hanno già dimenticato la batosta delle ultime elezioni e si predispongono ad incassare la prossima". Già. Avanti popolo! Le fauci (di Berlusconi e di Grillo) sono aperte.

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