Città metropolitane: Saitta contro l'opera di «delegittimazione delle istituzioni locali»

Il presidente dell'Unione Province Italiane annuncia battaglie per il caos istituzionale dell'ultimo anno, e si scaglia contro Letta: «La resa della politica ai grandi burocrati dello Stato».

Antonio Saitta contro le Città metropolitane

Il presidente dell'UPI (Unione Province Italiane), Antonio Saitta, non risparmia le critiche al progetto delle città metropolitane che ha avuto il primo via libera nel Consiglio dei ministri di ieri, 26 luglio 2013. In conferenza stampa, ecco tutte le ragioni dell'Upi, che annuncia battaglia.

«E' la resa evidente della politica ai grandi burocrati dello Stato. Lo svuotamento delle funzioni è folle: si spostano sui Comuni, che non hanno strutture tecniche per gestirle, funzioni cruciali, come la gestione di 5mila edifici scolastici. La scuola dovrebbe essere considerata una priorità e dovrebb essere assicurata a tutti la garanzia di avere edifici sicuri. I Comuni in dissesto, come potranno assicurare manutenzione e sicurezza?»

Ovviamente, dall'Upi avrebbero anche una ricetta:

«Il Governo ignora completamente la riduzione degli uffici periferici dello Stato. Addirittura, proprio per chiarire la totale resa alle alte burocrazie dello Stato, si mette nero su bianco che niente verrà fatto per razionalizzare la maglia degli uffici periferici. Secondo un nostro studio, dall’accorpamento e dalla riduzione delle sedi dello stato sui territori si avrebbe un risparmio di 2,5 miliardi. Evidentemente non è la riduzione della spesa pubblica alla base di questo provvedimento".»

L'attacco non risparmia né il presidente del consiglio in carica né il suo predecessore:

«Monti prima, e Letta oggi in perfetta continuità, continuano nell’opera di delegittimazione delle istituzioni locali. Spacciano per tagli ai costi della politica riforme che non hanno, per stessa ammissione del Governo come si evince dalla relazione tecnica, alcun impatto di riduzione di spesa. Anzi la spesa si moltiplica e aumentano i disservizi».

Infine, la presa di posizione dell'Upi:

«Abbiamo deciso che avvieremoo una indagine per quantificare i danni causati dalle norme contro le Province. A causa di quelle norme siamo da un anno alle prese con un caos istituzionale che ha portato gravi danni ai servizi ai cittadini che, in attesa che i Governi assumano responsabilità su vere riforme delle istituzioni, si sono visti tagliati le risorse destinate alla scuola, alle strade, alla formazione professionale, alla difesa del suolo, alla gestione delle politiche del lavoro».

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