Siria, l’Onu indagherà sull’utilizzo di armi chimiche

Raggiunto l’accordo dopo le trattative tra due inviati delle Nazioni Unite e il vice premier e ministro degli Esteri siriano Walid Muallem

L’ONU rompe gli indugi e dopo settimane di indiscrezioni e ritrattazioni, slanci e frenate, dichiara che indagherà sull’utilizzo di armi chimiche in Siria. Ake Sellestrom, ispettore capo della squadra investigativa delle Nazioni Unite, e Angela Kane, alto rappresentante delle Nazioni Unite per il disarmo, nel corso di questa settimana hanno avuto alcuni incontri con il vice primo ministro e il ministro degli Esteri siriano Walid Muallem.

Le discussioni sono state approfondite e produttive e hanno portato a un accordo sulle modalità operative,

ha spiegato in una nota stampa l’ONU senza fornire ulteriori dettagli.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha chiesto il libero accesso per indagare sull’utilizzo delle armi durante i 28 mesi del conflitto nel quale hanno già perso la vita 100mila persone e oltre un milione sono state costrette a lasciare il Paese.

All’ONU sono arrivate 13 segnalazioni di attacchi con armi chimiche. Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti d’America affermano che gli attacchi sono stati effettuati dalle forze del presidente Bashar al-Assad, mentre la Russia, principale partner del dittatore, ha più volte affermato che siano stati i ribelli dell’opposizione anti-governativa a utilizzare gas sarin a Khan al-Assal.

Foto © Getty Images

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