Manifestazione FIOM Roma 9 marzo: i No Tav ci sono, il Pd no


"Marchionne si renda disponibile a riaprire una trattativa vera, come non ha fatto in quest'anno e mezzo, e a fare degli investimenti concreti per lavorare in Italia. La Fiat garantisca le libertà sindacali. Marchionne dovrebbe smetterla di avere un atteggiamento autoritario verso i lavoratori. Non assumere a Pomigliano chi è iscritto alla Fiom è una logica sbagliata che non va da nessuna parte", questo l'appello del leader della Fiom-Cgil Maurizio Landini per lanciare la manifestazione indetta dal sindacato dei metalmeccanici in occasione dello sciopero generale di otto ore proclamato in tutta Italia.

Contro Marchionne quindi, ma anche contro la cancellazione dell'articolo 18, contro le mancate riassunzioni alla Fiat di iscritti Fiom, contro la messa in discussione del contratto nazionale. 30mila persone si stanno muovendo verso piazza San Giovanni. Con loro c'è il leader di Sel, Nichi Vendola: "Credo che manifestare accanto al mondo del lavoro sia oggi indispensabile perché i diritti dei lavoratori sono la cartina di tornasole per misurare la nostra democrazia e oggi si cerca di completare l'opera di smantellamento dei diritti sociali. Si prova ad intervenire infierendo sulla carne viva".

Sinistra e libertà è presente con il suo leader, ma ci sono anche l'Idv e i No Tav. Manca invece il Pd. Perché? Le ragioni sono due: un partito che appoggia il governo Monti non può manifestare contro Monti. E in più ci sono i No Tav... "Non vado in manifestazione. Che diamine c'entrano i No Tav?", dice il responsabile cultura del Pd Matteo Orfini. Un partito favorevole all'alta velocità in Val di Susa non può quindi scendere in piazza con la Fiom per difendere il lavoro, a causa della presenza del movimento contrario alla Tav.

E' una motivazione debole, che sembra più un pretesto per togliersi dall'imbarazzo e che non tutti i democratici hanno accettato: "Sono 10 anni che la Fiom è contraria alla Tav. E sono 10 anni che io sono favorevole alla Tav. Ma questo non mi ha mai impedito di partecipare alle loro manifestazioni - spiega il senatore Pd Nerozzi - Bisogna stare vicino a quella parte del mondo del lavoro, c'è un problema di democrazia e di libertà enorme sui luoghi di lavoro".

Sullo stesso piano il consigliere lombardo Civati.

«Il Pd ha scelto di non andare alla manifestazione della Fiom e di non mandarci nessuno perché alla manifestazione interverranno i No Tav. Come se non si sapesse da un secolo che alle manifestazioni Fiom i No Tav ci vanno. E viceversa. Il Pd doveva esserci alla manifestazione con una rappresentanza della segreteria nazionale per affermare alcune cose importanti: gli atteggiamenti di Fiat non sono accettabili».

Il problema in verità è sempre il solito: l'ambiguità del Pd stretto tra Monti e Cgil, riformisti e socialisti. Un dilemma che si riassume nella posizione tipicamente da Pd del responsabile economico Fassina: "Aderisco ma non partecipo". Una formula che mostra bene le ambiguità del partito. Meglio allora, perché più netta, la posizione di Bersani, che fin dall'inizio aveva detto che il partito non avrebbe partecipato: "Non partecipiamo a manifestazioni contro il governo Monti". Punto.

Una soluzione al dilemma-Pd prova a proporla Stefano Menichini su Europa.

Chiamato da Landini, converge a San Giovanni un popolo multiforme accomunato da un insopprimibile richiamo anticapitalista, oppositivo, radicale e in alcune sue frange addirittura antagonista. Un pezzo incancellabile della sinistra italiana, che sempre c’è stato e sempre ci sarà, per il quale ormai solo la Fiom può fungere da catalizzatore: vero sindacato-partito, supplente di organizzazioni politiche troppo deboli, personalizzate, o estinte. La mutazione genetica della Fiom è l’espressione specifica che la crisi della forma-partito assume nell’area a sinistra del Pd. Per questo risultano artificiosi e alla fine fallimentari i tentativi di avvicinarsi a Landini solo sul lato delle sue rivendicazioni sindacali, rigettando gli altri elementi della sua piattaforma (la dichiarata opposizione al governo, la fusione col movimento No Tav): il partito Fiom va preso nel suo insieme. E col rispetto dovuto all’egemonia che s’è conquistato.

La Fiom copre un'area della sinistra che solo pochi esponenti del Pd occupano, ed è comprensibile che un partito che appoggia Monti può avere qualche imbarazzo a scendere in piazza con chi Monti lo osteggia. Ma mentre Di Pietro & Vendola sono in piazza con chi lotta per difendere i diritti dei lavoratori il Pd non c'è. E per un partito comunque di sinistra - e che comunque si sta dando da fare per evitare che il governo tocchi l'articolo 18 - questa non è una buona cosa.

Foto | © TM News

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO