Beppe Grillo difende l’articolo 138 e critica il Decreto del Fare

Il leader del Movimento Cinque Stelle accusa il Governo di immobilismo e lancia la campagna di informazione per la difesa dell’articolo 138 della Costituzione che verrà ridiscusso a settembre

Un Governo che non dialoga con il Parlamento e che ha trasformato i parlamentari in passacarte ridotti alla mera funzione di approvatori di decreti legge figli dell’emergenza. Ma soprattutto un Governo che vuole rivedere l’articolo 138 della Costituzione, prima della chiusura dei lavori parlamentari per le vacanze di agosto.

Questo, in sintesi, l’intervento odierno di Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, sul suo sito. Con tanto di hashtag #lautunnoèvicino.

Grillo torna sugli emendamenti proposti dai suoi “cittadini”, emendamenti puntualmente respinti al mittente:

Il decreto del fare, che in realtà è un decreto del Dolce Far Nulla, è stato letto riga per riga, analizzato dai nostri ragazzi che hanno proposto 803 emendamenti. Capitan Findus Letta ha risposto che erano troppi. Il M5S li ha portati a 75. Ancora troppi. Li abbiamo ridotti a 8, in particolare conservando quelli per la piccola e media impresa e il sostegno alle famiglie. Letta, Alfano e Franceschini hanno respinto con disprezzo anche questa proposta fatta, va ricordato, da una forza parlamentare che rappresenta il 25% degli italiani.

La premura del Governo nel fare approvare il Decreto del Fare è dettata, secondo Grillo, dall’esigenza di far approvare al più presto la possibilità di rivedere l’articolo 138 della Costituzione, quello, cioè, che ne regola le modifiche.

L’articolo 138 recita:

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.


Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Per Grillo (che detiene con la sua forza politica quel quinto dei membri di una Camera necessario per richiedere un referendum…) l’articolo 38 è

la cassaforte che impedisce colpi di mano dei partiti per cambiare la Costituzione a loro piacimento. Eliminata la barriera dell'articolo 138 pdl e pdmenoelle possono far strame della carta costituzionale per blindare il loro regime.

Grillo ricorda come l’opposizione del Movimento Cinque Stelle sia riuscita a differire a inizio settembre l’eventuale approvazione delle modifiche all’articolo 138. Un mese in cui il M5S promette di fare informazione.




Poi dopo aver definito il Dolce Fra Nulla “un contenitore vuoto”, Grillo torna sui toni millenaristici che lo contraddistinguono da sempre ripetendo due volte che

L’autunno è vicino.

Anche se dal caldo di questi giorni non si direbbe.

Via | Beppe Grillo

Foto © Getty Images

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