I tesorieri della casta: Greganti e Lusi, "mariuoli" o "capri espiatori"?

Il pesce marcio puzza sempre dalla testa vale anche per la casta politica. Ogni volta che nei partiti scoppia il bubbone tangenti e affini, a destra si fa quadrato per difendere l’inquisito di turno mentre a sinistra si isola il “malcapitato” beccato che, in meno di un amen, passa dal ruolo di autorevole e rispettato dirigente a quello di “mariuolo”.

Con Lusi, fatte le debite differenze (ma poi ci sono queste benedette differenze?) pare proprio che l’ex Margherita, o il Pd, o la sinistra – fate voi – non abbia trovato un sign. G, il compagno Greganti che si era addossato tutte le colpe delle attività truffaldine per salvare il di dietro ai vertici dell’allora Ds.

E Lusi, (mica l’ultimo! Ma ex braccio destro di Rutelli, leader di un partito di governo, ministro della Repubblica, asse portante della costituente che portò al Partito democratico), sa bene di poter ricattare chi si crede intoccabile, e minaccia di far saltare addirittura tutto il centro sinistra perché: “Tutti sapevano”.

I Greganti, i Lusi ecc. passano, di solito cancellati dalla magistratura, costretti ad abbandonare l’attività politica, si godono in privato il maltolto. Ma i capi dei Greganti e dei Lusi restano, intoccabili, sempre ai vertici dei rispettivi partiti, sempre pronti ad occupare la poltrona disponibile nelle Istituzioni.

Scrive oggi Marcello Del Bosco sul Riformista: “C'è un problema, però, che riguarda l’insieme del centrosinistra. Da Rutelli (di cui Lusi era uomo di fiducia), all’area dell’ex Margherita (che ieri ha parlato di “delirio”), al Pd che lo ha (tempestivamente) cacciato dal gruppo parlamentare. Dinanzi alle minacce di Lusi tutti i leader delle varie anime e sottocorrenti dovrebbero insorgere e pretendere che si giunga alla verità al più presto, mettendo a disposizione ogni strumento necessario. Se Lusi bluffa va smascherato subito. Dilazioni e reticenze non potrebbero che alimentare le campagne qualunquiste del “tutti uguali” o le campagne indiscriminate contro la casta”.

Già. Ma negli ambienti dell’ex Margherita (e dintorni …) c’è aria di …tsunami. Parafrasando Giulio Andreotti, a pensare male si fa peccato, ma speso ci si azzecca.

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