Processo Mediaset, Berlusconi: "No ai domiciliari, andrò in carcere". Poi la smentita

Il leader del Pdl torna a ribadire che il suo partito non farà cadere il governo Letta nemmeno in caso di sua condanna. Anche perché sarà il Pd a decretarne la fine sciogliendo l'alleanza con il Cavaliere.

UPDATE 14.46 - Come prevedibile Silvio Berlusconi ha parzialmente smentito quanto riportato da Belpietro su Libero, limitandosi a precisare di non aver rilasciato alcuna intervista. Ecco cosa si legge in una nota di Palazzo Grazioli:

Il presidente Berlusconi non ha rilasciato alcuna intervista. Il direttore Belpietro ha liberamente interpretato il senso di un colloquio in cui sono state confermate l'assoluta infondatezza delle accuse rivolte al presidente Berlusconi e la sua precisa volontà di continuare a offrire il suo contributo al popolo dei moderati.

Processo Mediaset, Berlusconi: "Se condannato niente domiciliari: andrò in carcere"



Il quotidiano Libero oggi riporta alcuni virgolettati di Silvio Berlusconi. Parole pronunciate dall'ex Premier in un colloquio con il direttore del giornale, Maurizio Belpietro.
Si tratta di dichiarazioni clamorose. Il Cavaliere, infatti, ha annunciato che qualora venisse confermata dalla Cassazione la sua condanna per frode fiscale a 4 anni di reclusione (3 coperti da indulto) e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici rifiuterebbe gli arresti domiciliari e l'affidamento ai servizi sociali, scegliendo direttamente la galera.

Non farò l'esule, come fu costretto a fare Craxi. Né accetterò di essere affidato ai servizi sociali, come un criminale che deve essere rieducato. Ho quasi 78 anni e avrei diritto ai domiciliari, ma se mi condannano - se si assumono questa responsabilità - andrò in carcere.

Il leader del Pdl si è lasciato andare anche ad un appassionato sfogo svelando come ha vissuto il periodo più recente in attesa della decisione della Cassazione che potrebbe arrivare martedì 30 luglio:

Non ho dormito per un mese. La notte mi svegliavo e guardavo il soffitto, ripensando a quello che mi hanno fatto.

Nel colloquio Berlusconi si è comunque detto certo di essere assolto ed ha ribadito che anche in caso di condanna definitiva non ci saranno ripercussioni sul governo Letta:

Non farò cadere Letta, sarà il suo partito a farlo. Il Pd non accetterebbe di continuare a governare insieme con un partito il cui leader è agli arresti e interdetto dai pubblici uffici.

Pare comunque confermato il fatto che gli avvocati di Berlusconi, Franco Coppi in primis, stiano lavorando per cercare di ottenere un rinvio della decisione della Cassazione a settembre. Magari facendo rinunciare al Cavaliere alla prescrizione. Anche se, forse, arrivare a sentenza il 30 luglio potrebbe essere la soluzione migliore, anche per Berlusconi.

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