Silvio Berlusconi: chiesta la grazia

Ci sono altri processi in vista per Berlusconi. Ma intanto, l'ex premier, condannato, cerca un'exit strategy. Dopo che la Cassazione ha confermato la sentenza del Processo Mediaset, giudicando Berlusconi colpevole di frode fiscale, cosa farà il Pdl?

a:2:{s:5:"pages";a:5:{i:1;s:0:"";i:2;s:40:"Silvio Berlusconi condannato e colpevole";i:3;s:43:"Processo Mediaset: l'attesa per la sentenza";i:4;s:50:"Il Processo Mediaset in Cassazione, 31 luglio 2013";i:5;s:56:"Berlusconi, Cassazione processo Mediaset, 30 luglio 2013";}s:7:"content";a:5:{i:1;s:6105:"20.20: Renato Brunetta avrebbe dichiarato, sempre secondo Repubblica:

«Se alla nostra richiesta di grazia non ci fosse risposta positiva, tutti sappiamo quello che occorre fare: difendere la democrazia nel nostro Paese»

20.10: tutti i parlamentari del Pdl hanno rimesso il proprio mandato nelle mani di Berlusconi. Schifani ha annunciato che si rivolgeranno a Napolitano. Probabilmente per chiedere la grazia.

20.08: durante la riunione dei parlamentari del Pdl, i carabinieri hanno notificato la condanna a Silvio Berlusconi. La questura di Milano ha revocato il passaporto dell'ex premier (tutte procedure assolutamente normali, in caso di condanna).

19.31: Angelino Alfano annuncia:

«I ministri del Pdl sono pronti a dimettersi dal governo»

19.28: secondo Repubblica Berlusconi è lanciatissimo verso le elezioni anticipate:

«Dovremmo chiedere al più presto le Elezioni per vincere. Non credo che dovremmo andare verso soluzioni immediate, ma dobbiamo riflettere. Dobbiamo trovare la migliore soluzione per arrivare alle elezioni. Lascio ai ministri e a voi, deputati e senatori, la decisione»

18.50: è iniziata alla Camera la riunione dei Parlamentari del Pdl, presieduta da Silvio Berlusconi.

«Giustizia? la giustizia in italia è una parola abusata».

Sarebbe questo l'esordio del forse-quasi-ex-Cav di fronte ai suoi.

14.54: Silvio Berlusconi è incandidabile e deve decadere da Senatore. C'è il Dlgs 235 del 31 dicembre 2012 a parlar chiaro in merito. La cosa non dipende in alcun modo dall'interdizione, naturalmente, essendo sopraggiunta una condanna con pena superiore a quella prevista dalla legge. La decadenza è pressoché automatica:

    Art. 1


    Incandidabilita' alle elezioni della Camera dei deputati e del Senato
    della Repubblica

    1. Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la
    carica di deputato e di senatore:
    a) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene
    superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o
    tentati, previsti dall'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del
    codice di procedura penale;
    b) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene
    superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o
    tentati, previsti nel libro II, titolo II, capo I, del codice penale;
    c) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene
    superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi,
    consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della
    reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai
    sensi dell'articolo 278 del codice di procedura penale.

E successivamente si spiega cosa accade se il deputato o il senatore dovesse essere già stato eletto.

    Art. 3

    1. Qualora una causa di incandidabilita' di cui all'articolo 1
    sopravvenga o comunque sia accertata nel corso del mandato elettivo,
    la Camera di appartenenza delibera ai sensi dell'articolo 66 della
    Costituzione.

Vale anche per incarichi di governo, che Berlusconi non potrà più ricoprire.

14.25: alle 18 Berlusconi ha convocato i parlamentari del Pdl.

14.00 Oggi la procura di Milano emette l'ordine di esecuzione di pena (per ora sospesa, in attesa della determinazione della pena accessoria). Poi, la procura generale affiderà, verosimilmente ai carabinieri, la notifica della condanna a Silvio Berlusconi.

La sentenza verrà trasmessa anche in Senato.

I titoli della stampa estera

2 agosto 2013, the day after. Silvio Berlusconi, oggi, raccoglierà i cocci mandati in frantumi dalla sentenza di Cassazione del Processo Mediaset. Perché sono cocci, e su questo non c'è alcun dubbio.

Ha un bel da fare, il Pdl, con le sue reazioni scomposte. Hanno un bel da fare, gli avvocati che annunciano ricorsi alla corte europea.

Il reato è passato in giudicato e, come si suol dire con una retorica che non dovrebbe essere nemmeno presa in considerazione, tanto è banale, le sentenze vanno rispettate. Ci mancherebbe altro.

In apertura a Piazza Affari, il titolo di Mediaset perde il 4%. La cosa non stupisce affatto (era risalito nei giorni scorsi, ma l'azienda di famiglia non può non risentire degli umori e degli eventi che riguardano il Cav. E' tutto intorno a lui, da sempre).

Silvio Berlusconi e il videomessaggio

Silvio Berlusconi colpevole

22.22: insomma, Berlusconi resta in campo – come sottolinea un accorato Vespa – e tornerà all'attacco con il suo vecchio partito politico. Forza Italia, appunto.

22.20: è una lunga arringa priva della consueta verve, quella di Berlusconi. Che parla nuovamente dell'accanimento nei suoi confronti, rilancia Forza Italia, si augura che gli italiani aprano gli occhi.

22.14: a Porta a Porta, il videomessaggio di Berlusconi

22.09: si attende un videomessaggio di Berlusconi.

22.00: si susseguono i commenti e le reazioni degli esponenti del Pdl.

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La sentenza: Silvio Berlusconi condannato e colpevole

19.45: in sostanza, il ricorso di Berlusconi è stato rigettato per quanto riguarda il reato e accolto per quanto riguarda l'interdizione dai pubblici uffici, che dovrà essere ricalcolata. Silvio Berlusconi è dunque colpevole di frode fiscale. La tempistica di interdizione dovrà ripassare in appello, ma è una pena accessoria, che verrà comminata comunque nei prossimi mesi.

19.43: Berlusconi è colpevole ma non interdetto dai pubblici uffici.

19.40: ecco la sentenza.

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Processo Mediaset: l'attesa per la sentenza

Silvio Berlusconi Sentenza Cassazione Processo Mediaset - L'aula in attesa

19.20: l'aula è già popolata dalle telecamere. Le immagini mostrano gli scranni della corte vuoti.

19.07: un'attesa simile a quella della nomina del papa, altroché. Comunque, si aprono le porte dell'aula. Fra mezz'ora verrò data lettura della sentenza.

19.00: come spiegavamo, l'ipotesi che si sta facendo strada giornalisticamente – stiamo ovviamente navigando a vista nel campo delle speculazioni – è quella dell'annullamento con rinvio in appello. Il che sarebbe perfettamente compatibile con la durata fiume della camera di consiglio (sei ore e mezza in questo momento), visto che le sentenze di annullamento con rinvio sono più complesse di quelle di annullamento o conferma in toto.

18.39: si vocifera alla Camera che si arrivi ad una sentenza "napolitana", molto auspicata presso i palazzi della politica. Così dicono su La7. Ma quale sarebbe la sentenza? Il rinvio in appello, o meglio, l'annullamento con rinvio.

18.20: ormai il toto-sentenza si è spostato sul toto-orario. A che ora arriverà la sentenza? Su La7 ipotizzano addirittura non prima delle 20.

17.30: secondo fonti in Palazzo di Giustizia (Federico Bognazzi, inviato di Radio Popolare) la lettura della sentenza dovrebbe avvenire non prima delle 18.

17.24: quasi terminata la Camera di Consiglio della sezione feriale della Corte di Cassazione. Lo scrive l'Ansa.

17.10: in Piazza del Gesù appaiono bandiere di Forza Italia e dell'Esercito di Silvio. Franco Coppi e Niccolò Ghedini sono con Berlusconi a Palazzo Grazioli.

17.00: ancora nessuna notizia dal palazzo di giustizia. Francesca Pascale attende la sentenza insieme a Berlusconi a Palazzo Grazioli

16.36: saranno le telecamere di Rai e Sky a trasmettere in diretta e a diffondere in tutto il mondo il segnale della lettura della sentenza di Cassazione del processo Mediaset.

15.42: Berlusconi attende la sentenza in compagnia della sola figlia Marina, visto che Alfano, stando a quanto dice La7, ha lasciato Palazzo Grazioli.

15.20: l'attesa è febbrile. Enrico Mentana, su La7, resiste con la sua maratona del primo d'agosto. Fotografi e cameraman e giornalisti cominciano a dare segni di insofferenza in Piazza Cavour.

Gli scenari che si configurano sono sempre gli stessi.

Dopo la richiesta del Pg, difficile che la Cassazione confermi le due sentenze in toto. Più probabile l'accoglienza parziale (con riduzione a 3 anni dell'interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi). Poi ci sono i due scenari di rinvio alla Corte d'Appello: in toto (con rifacimento del processo) o parzialmente (solo per la parte relativa all'interdizione). Infine, l'ipotesi dell'assoluzione totale.

14.34 Berlusconi sta attendendo la sentenza a Palazzo Grazioli. Con lui ci sono Piersilvio e Marina Berlusconi (di cui si torna a parlare come prossimo leader di Forza Italia), ma anche Gianni Letta e Paolo Bonaiuti. Pochi minuti fa si è aggiunto alla comitiva anche Niccolò Ghedini. Le televisioni accreditate davanti al Palazzo di Giustizia sono 77, c'è anche Al Jazeera.

11.22 Si inizia a parlare dell'ora in cui i giudici decideranno della sentenza del Processo Mediaset. Come si sa, la Cassazione si riunisce alle 12, è dato per scontato che ci vorranno delle ore per prendere la decisione finale. Secondo alcune indiscrezioni, la sentenza verrà letta tra le 16.30 e le 18.

1 agosto 2013: ci siamo. Oggi è il giorno della sentenza. Il giorno in cui si saprà cosa avrà deciso la Corte di Cassazione in merito al ricorso presentato da Silvio Berlusconi, condannato con una doppia sentenza conforme in primo grado e in appello nell'ambito del processo Mediaset.

Il collegio si riunisce in camera di consiglio intorno alle 12 (alle 10 ci sono altre cause già fissate).

La difesa punta all'assoluzione.

Niccolo Ghedini, nel corso dela sua arringa, ha sostenuto che

«Manca nel tessuto della sentenza un elemento probatorio che Berlusconi possa aver partecipato al reato proprio»

L'altro difensore, Franco Coppi, ha ribadito:

«Chiedo che la sentenza venga annullata perché il fatto così come prospettato in mancanza di una violazione di una specifica norma antielusiva non è reato, è penalmente irrilevante».

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Il Processo Mediaset in Cassazione, 31 luglio 2013

16.02: l'Ansa lo dà per certo: la sentenza della corte di Cassazione sul processo Mediaset arriverà domani, 1 agosto 2013. Secondo l'agenzia di stampa, che cita fonti vicine alla Cassazione,

«Domani, intorno a mezzogiorno, il collegio tornerà a riunirsi in camera di consiglio dopo aver tenuto una breve udienza, alle ore 10, per altre cause già fissate. Questa sera termineranno le arringhe dei difensori».

Franco Coppi, avvocato di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset

15.45: mentre si attendono le arringhe di Coppi e Ghedini, Franco Coppi, quello fra i due difensori di Berlusconi che ha parlato maggiormente con i cronisti in questi giorni ha spiegato chiaramente:

«Noi puntiamo ad un annullamento della sentenza perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. In subordine anche ad un annullamento con rinvio alla Corte d’appello».

In quest'ultimo caso, ovvero se si dovesse ritornare al secondo grado di giudizio per decisione della Corte di Cassazione, ci sarebbe di nuovo il rischio della prescrizione. Coppi lo sa bene:

«L’eventuale prescrizione che dovesse venire dopo un rinvio alla Corte d’appello non sarebbe certo colpa nostra».

L'avvocato, comunque, sembra ottimista per il suo assistito. Anche perché sostiene che

«Il pg non ha preso di petto le questioni, i motivi, che noi abbiamo presentato. Il magistrato ha fatto un riassunto della sentenza d’appello ma non ha risposto alle questioni da noi sollevate»

Il giudizio potrebbe arrivare in serata o domani.

Berlusconi, processo Mediaset | Cassazione | 30 luglio 2013 | Il meccanismo fraudolento

Clicca qui per ingrandire la spiegazione del meccanismo fraudolento descritto dall'accusa

9.30: si attendono le arringhe della difesa, i cui contenuti, nel merito, sono già arcinoti per essere stati sviscerati da Berlusconi pubblicamente, più e più volte.

8.30: Agorà dedica anche oggi la sua puntata a Berlusconi, con inviati a Palazzo Grazioli e in Piazza Cavour a Roma.


In studio, Giuliano Ferrara, come di consueto, difende Berlusconi a spada tratta.

31 luglio 2013: è il secondo giorno di Cassazione per il Processo Mediaset che vede imputati, fra gli altri, Silvio Berlusconi. La prima giornata, come prevedibile, è stata dedicata alla relazione e alla lunga requisitoria.

All'orizzonte è spuntata, d'un tratto, la richiesta del pg di rivedere i termini dell'interdizione dai pubblici uffici da 5 a 3 anni (che, secondo Repubblica, sarebbe la vera speranza del Cav. Magari, se l'interdizione diventasse di 18 mesi – il termine che si è dato il governo Letta per portare a termine le sue riforme –, potrebbe addirittura dimettersi subito dal Senato e poi, in un futuro nicciano, ricandidarsi per la prossima legislatura). Una richiesta che non ha sorpreso la difesa, che riteneva il periodo di interdizione comminato a Berlusconi una vera e propria enormità.

Fatto sta che tutto ciò appartiene ancora al periodo ipotetico delle possibilità.

Oggi si ricomincia.

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Berlusconi, Cassazione processo Mediaset, 30 luglio 2013

Berlusconi, processo Mediaset | Cassazione | 30 luglio 2013

Berlusconi, processo Mediaset | Cassazione | 30 luglio 2013 | Gallery Fotografica

20.16: dopo quattro ore di requisitoria il sostituto procuratore della Cassazione, Antonio Mura, ha chiesto di confermare la condanna per Silvio Berlusconi - 4 anni di reclusione - per il reato di frode fiscale, ma abbracciando la richiesta del legale dell'ex premier, Franco Coppi, ha anche chiesto che venga ridotta da 5 a 3 anni la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.

17.35: trapelano, lentamente, tramite le agenzie, notizie a proposito della requisitoria di Mura. Che ha difeso la regolarità del processo:

«Posso senz'altro affermare che dall'osservazione delle modalità di svolgimento di questo processo le regole di legge sono state rispettate e non c'è contrasto con i principi del giusto processo»

17.00: il sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonio Mura ha esordito così, per la sua requisitoria:

«Questo è un processo carico di aspettative e che suscita passioni ed emozioni esterne che sono manifestazione del libero dibattito e della vita democratica, ma aspettative e passioni devono rimanere confinate fuori dallo spazio dell'Aula giudiziaria»

16.30: la relazione introduttiva è durata 2 ore e mezza, circa. Ecco il commento del legale di Silvio Berlusconi, Franco Coppi:

«E' stata una relazione completa e impeccabile. Non si può dire nulla. Ha ripercorso le diverse fasi della questione. Puntiamo all'assoluzione, a un annullamento radicale della condanna».

14.00: con 24 televisioni in attesa di poter trasmettere in diretta la sentenza, è iniziata l'udienza. E' il consigliere Amedeo Franco ad occuparsi della relazione introduttiva. La procura, invece, è rappresentata da Antonio Mura, procuratore generale. Il dibattimento terminerà stasera intorno alle 19 e riprenderà domani. Forse già domani sera la sentenza, al più tardi giovedì.

11.00: neanche le difese di Frank Agrama e di Gabriella Galetto, imputati nel procedimento come Berlusconi, chiederanno il rinvio.

10.15: le agenzie rendono noto che l'attesa sarà lunga. Prima che la causa Mediaset venga chiamata di fronte alla Sezione feriale della Cassazione per valutare il ricorso dell'ex premier, ci sono due cause discusse a porte chiuse in camera di consiglio e altri sette provvedimenti.

10.00: Franco Coppi, difensore di Silvio Berlusconi insieme a Niccolò Ghedini, annuncia:

«Non ci sarà alcuna richiesta di rinvio»

Silvio Berlusconi, oggi la Cassazione per decidere sul Processo Mediaset

8.36: i Ministri del governo Letta, in un improponibile e teatrale gioco delle parti, in caso di condanna sarebbero pronti alle dimissioni per farsele respingere.


Uno scenario prefigurato da Michaela Biancofiore ad Agorà estate.

La stessa Biancofiore che tempo fa aveva annunciato che si sarebbe rivolta alla corte diritti Ue e che oggi la butta sull'umano, paladina del Cav.


E' questo che diventa, nell'Italia dell'estate 2013, un processo. Diventa una questione di tifo, diventa una partita vista da due curve contrapposte (anche se in Parlamento non ci sono più). Diventa una questione di amore e odio, genialmente trasformate in categorie politiche – la prima da cavalcare (anche fintamente), la seconda da stigmatizzare, come se odiare fosse un reato – proprio da Berlusconi e dai suoi.

Processo Mediaset, gli scenari possibili

30 luglio 2013: oggi è il giorno del giudizio. Almeno, per Silvio Berlusconi, imputato nel processo Mediaset giunto al terzo grado di giudizio.

C'è fermento, nel Pdl: parlamentari pronti a dimettersi, parlamentari pronti a tutto quel che deciderà il capo, dovesse essere condannato. Lo chiarisce, per dire, Salvatore Cicu.

Il quale, secondo una retorica politica che ormai è ben nota, sostiene che sia in corso, contro Berlusconi,

«un vero e proprio attacco ad personam, alla sua sfera privata, un attacco che è un chiaro assalto alla libertà individuale dell’uomo e alla sua vita personale».

Come dire, nulla di nuovo sotto il sole.

Berlusconi, processo Mediaset: in attesa della sentenza

17.50: anche se la Corte si riunisce domani, la sentenza è attesa non prima di mercoledì, forse – secondo indiscrezioni che riporta Repubblica – anche giovedì.

Berlusconi processo Mediaset 2

Domani, 30 luglio 2013, si riunisce la Corte Suprema di Cassazione. I cinque giudici saranno chiamati a valutare la doppia conforme, cioè le due sequenze che in primo grado e in appello hanno giudicato in maniera identica la responsabilità di Silvio Berlusconi e l'entità della pena comminata.

Il processo dura dal 2005: era il 7 novembre quando si tenne l'udienza preliminare.

Il rinvio a giudizio fu del 7 luglio 2006. Il processo vero e proprio iniziò il 21 novembre 2006.

Dell'ammontare economico, sono "solo" 7,3 i milioni di euro non prescritto. Mentre sono finiti in prescrizione 17,5 miliardi di lire fino al 2000 e altri11,5 milioni di euro fino al 2002.

Berlusconi, processo Mediaset: cosa può succedere

Il countdown è cominciato: la sentenza della Corte di Cassazione, che si deve pronunciare a proposito del processo Mediaset e che deve dunque mettere la parola fine almeno a una questione giudiziaria che riguarda Silvio Berlusconi, è prevista per il 30 luglio.

La data, come noto, aveva fatto insorgere il Pdl che si chiedeva perché così tanta fretta – quando è ovvio dovere di una Corte quello di tentare di evitare, laddove possibile, che un processo raggiunga la prescrizione. Indipendentemente da chi sia l'imputato – e aveva portato a una delle pagine più nere della democrazia italiana, con il Pd e il Pdl che votavano compatti per sospendere per un giorno (per protesta il Pdl, per tenere in vita il governo delle larghe intese il Pd, e dunque in qualche modo per solidarietà) i lavori al Senato. Roba da paesi privi di tradizione democratica. Appunto.

Ma ora ci siamo: Berlusconi, forse in un impeto di fiducia (riposta a ragione o a torto? Chissà) richiamava i suoi all'ordine e attendeva l'esito, nei giorni passati, in silenzio.

Fino ad oggi. Giorno in cui il Cavaliere esterna e dice: «Se mi condanneranno, andrò in carcere». Ennesima provocazione per lanciare un monito ad alleati e (presunti) avversari politici, visto che l'intervista a Libero si conclude in maniera molto chiara:

«Non farò cadere Letta, sarà il suo partito a farlo. Il Pd non accetterebbe di continuare a governare insieme con un partito il cui leader è agli arresti e interdetto dai pubblici uffici».

Insomma, tutti avvertiti. Ma vediamo, nel dettaglio, cosa potrebbe succedere il 30 luglio 2013.

Rinvio: i legali di Berlusconi potrebbero chiedere il rinvio della sentenza. In questo caso, qualora la Corte dovesse accettare (visto che ormai, a processo aperto, la prescrizione sarebbe scongiurata) si riprenderebbe a settembre. Davanti a una diversa sezione della Corte stessa. Possibile? Sì. Probabile? Forse no.

Se il processo comincia, ci sono tre strade.

Assoluzione secca: è la meno probabile. La Corte di Cassazione dovrebbe sconfessare il processo di primo grado e quello d'appello e ribaltare completamente la sentenza.

Annullamento della sentenza d'appello: in questo caso, si andrebbe a un nuovo processo d'appello.

Conferma della condanna: è lo scenario più complicato dal punto di vista politico. Se dei 4 anni comminati in appello Berlusconi ne dovrebbe scontare soltanto uno, le ipotesi sono comunque varie. (In carcere, dice Berlusconi. Ma è possibile anche ricorrere agli arresti domiciliari oppure chiedere l'affidamento ai servizi sociali (per quanto il Cav neghi fortissimamente di volerlo fare).
In questo caso, anche se la parola finale spetterebbe comunque alla giunta per le immunità del Senato, scatterebbe – a meno di scelte improbabilissime e clamorose – l'interdizione.

Per molti, in caso di conferma della condanna, Berlusconi potrebbe anche scegliere la fuga all'estero.

E politicamente? Politicamente è molto probabile che il partito non sopravviva alla condanna. No, non il Pdl (bello compatto attorno al suo leader, colpevole o innocente che sia). Il Pd.

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