Scavi di Pompei, lo show di Siani annullato per troppi imbucati. Il peggio del Mezzogiorno d'Italia (VIDEO)

Il sindaco di Pompei e la Soprintendenza minacciano azioni legali. Intanto il comico devolverà in beneficenza comunque la cifra che lo spettacolo avrebbe fruttato.

Venerdì sera agli Scavi di Pompei è andato in scena il peggio dell'Italia e, spiace dirlo, del Mezzogiorno. Lo spettacolo che Alessandro Siani aveva deciso di offrire all'interno dell'area archeologica al fine di evolvere un contributo di ventimila euro in favore della Soprintendenza per contribuire al pagamento degli stipendi arretrati dei dipendenti è stato annullato. Per motivi di sicurezza. O meglio, perché gli imbucati erano troppi.
Quel che è successo è desolante, soprattutto perché è avvenuto in una zona del Belpaese molto spesso vittima di denigrazioni e di discriminazioni. A cui episodi del genere danno ragione. In pratica è avvenuto che i posti a sedere disponibili fossero inferiori al numero di biglietti venduti. Perché la location inizialmente prevista (più capiente) è stata ridotta dalla Soprintendenza.
Ma non solo. L'assurda situazione è stata completata dal fatto che nel settore ricavato tra l'Anfiteatro e la Palestra si sono letteralmente imbucati centinaia di persone senza regolare biglietto. Conseguenza: chi aveva pagato il tagliando per assistere allo spettacolo del comico campano si è ritrovato senza posto a sedere, già occupato da altrui terga, in maniera ovviamente irregolare.

La tensione è salita alle stelle e si è quasi scatenata una rissa. A tenere quieti gli animi, o almeno a provarci, ha pensato lo stesso Siani che, salito sul palco, ha preso la parola rassicurando i presenti sul rimborso del biglietto. Dopo un amaro e breve monologo, il comico ha salutato il pubblico ovviamente inferocito. Spettacolo annullato.

L'attore napoletano (che non avrebbe comunque percepito cachet) devolverà i 20mila euro come contributo personale (ne erano previsti 15 mila per il fitto della location e 5 mila per i dipendenti). Il rimborso del biglietto (71,50 e 55 euro) può essere richiesto tramite la società organizzatrice Go2 (per farlo consultare il sito www.go2.it e seguire la procedura indicata). In alternativa il tagliando di cui si è in possesso potrà essere riutilizzato a dicembre prossimo, quando Siani tornerà a Napoli per il suo tour.

Intanto resta l'interrogativo. Chi ha distribuito in misura così eccessiva gli ingressi omaggi? Gli organizzatori? L'amministrazione locale? Oppure gli imbucati sono riusciti ad entrare nell'area archeologica senza biglietto alcuno, magari con l'aiuto di qualche addetto alla sicurezza?
Le risposte difficilmente arriveranno e in ogni caso non saranno abbastanza esaustive. Intanto il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio, che si è lamentato di non aver avuto accrediti, ha minacciato citazioni in tribunali per danni all'immagine della città.
La stessa Soprintendenza, guidata da Teresa Cinquantaquattro, sta invece considerando una eventuale richiesta di risarcimento agli organizzatori.
L'Italia continua a denunciare gli orrori della casta dei politici. Intanto (la casta de)gli italiani, nel loro piccolo, fanno peggio.

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