Immigrazione. Alfano: basta morti dalla Libia

Il ministro dell'Interno interviene dopo il naufragio dell'imbarcazione di migranti


È di nuovo emergenza immigrazione a Lampedusa: nelle ultime ore sono sbarcati circa 550 migranti, quanto basta per mandare al collasso i centri di accoglienza dell'isola: il centro di prima accoglienza ha una capienza massima di 350 persone, e ora sono più di 1100. In più, ad aggravare la situazione, c'è stato anche il caso del gommone con a bordo migranti nigeriani che è naufragato al largo delle coste libiche dopo tre giorni di navigazione: 31 migranti sono morti, e gli altri sono stati soccorsi e portati a Lampedusa. Nella giornata di oggi altri 92 migranti sono stati portati in salvo dalla Guardia Costiera italiana dopo essere stati recuperati al largo di Malta.

Una situazione che ha portato il ministro dell'Interno Alfano a rilasciare una dichiarazione dai toni piuttosto duri, soprattutto nei riguardi della Libia, il paese da cui proviene la maggior parte di migranti, in barba ai trattati stipulati con Tripoli a più riprese negli scorsi anni, e sempre disattesi.

I morti al largo delle coste libiche e il terribile racconto dei superstiti rimarcano la necessità di una collaborazione reale tra i Paesi per impedire il susseguirsi di questi tragici accadimenti.

Ha fatto sapere il titolare del Viminale con una nota, ricordando gli accordi già esistenti tra i due paesi. Alfano però non attacca direttamente le autorità libiche, senz'altro responsabili di non far rispettare in pieno i trattati, ma se la prende più genericamente con quelli che definisce "mercanti di morte" responsabili del "commercio scellerato" di esseri umani.

Fermare i mercanti di morte. La tratta di esseri umani in cerca di speranza deve avere termine. In questo senso, è auspicabile il rafforzamento di una rete di collaborazione con i principali Paesi di origine dei flussi migratori - pur nelle evidenti difficolta' delle fasi di transizione che attraversano -, al fine di impedire il commercio scellerato di esseri umani che si affidano ai mercanti di morte, cinici approfittatori di stati di emergenza"

La nota del Viminale si conclude con un plauso per le forze dell'ordine italiane che nelle ultime 48 ore sono state chiamate a intervenire in diverse operazioni di soccorso in mare.

Il numero complessivo delle persone tratte in salvo, nelle ultime 48 ore, grazie a diverse operazioni di soccorso in varie parti della Sicilia testimonia il grande impegno del nostro Paese nel fronteggiare la fase di emergenza più critica nel periodo estivo

Nessun riferimento, invece, a possibili interventi legislativi in materia di immigrazione.

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