Fornero di cappa e spada: "Senza il sì preventivo dei sindacati non metto paccata di miliardi"...

Non è la prima volta che i ministri del governo Monti se ne escono con dichiarazioni, come si suol dire, “fuori dal seminato”. Chi si distingue a … farla fuori dal vaso, è Elsa Fornero.

Nel bel mezzo di una trattativa difficile e complessa come quella sulla riforma del lavoro, con la bomba dell’articolo 18 sempre pronta ad esplodere, il ministro dichiara: “Se ci sarà un accordo più avanzato mi impegno a trovare risorse più adeguate e fare in modo che questo meccanismo di ammortizzatori e questo mercato del lavoro funzionino abbastanza bene. E’ chiaro però che se uno comincia a dire no perché dovremmo mettere sul tavolo una paccata di miliardi e dire ‘Voi diteci di sì’? Non si fa così”.

Al ministro risponde in diretta il segretario della Cisl Raffaele Bonanni: se il governo non fa un passo indietro sulla mobilità “si prende la responsabilità di una rottura sociale nel Paese”.“Noi – aggiunge Bonanni- lavoriamo ogni giorno per la tenuta della coesione sociale. Vogliamo capire se tutti nel Paese, compreso il governo, lavorano per la coesione sociale”.

A chi gli chiedeva se senza una modifica della mobilità il tavolo sul lavoro salterà, Bonanni ha risposto: “Sì, il Governo deve stare attento”. “Io rappresento una linea sindacale molto responsabile – ha aggiunto – e noi non abbiamo mai lesinato in responsabilità, chiediamo responsabilità anche agli altri, anche al governo”.

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