D-day sentenza Berlusconi. Cav, morte politica o resurrezione?

La natura ha le sue regole e i temporali spazzano via l’afa di fine luglio in un Paese appeso alla sentenza della Cassazione sul Cav come fosse il Giudizio universale.


Anche la politica ha le sue regole, prima fra tutte, quella della bugia, con l’unico obiettivo di preservare se stessa, mantenere il potere. Tant’è molti dicano il contrario, dopo la sentenza (se sarà di condanna) nulla in Italia sarà come prima e il ventennio berlusconiano chiuderà un suo ciclo contraddittorio e non certo positivo per l’Italia aprendone un altro senz’altro ancor più ricco di preoccupanti interrogativi.

Il colpo di coda di Berlusconi ci sarà e non sarà indolore per gli italiani. L’eventuale condanna non chiuderà Berlusconi dietro le sbarre e non lo cancellerà dalla vita politica. Al contrario inizierà la fase due, quella della “belva ferita”, con il “Ghe pensi mi” incensato quale vittima del sistema antidemocratico e oscurantista catto-comunista (non solo giudiziario), issato a icona per i suoi non pochi “pasionari”, venerato da poco meno o poco più di metà degli italiani quale eroe “senza macchia e senza paura” in un Paese considerato oramai perduto, in mano ai comunisti, finalmente arrivati al loro obiettivo finale: spazzar via Berlusconi, grazie ai giudici.

Il premier Letta prova a proseguire come niente fosse nel suo gioco di governare un Paese ingovernabile ma il risveglio – fra poche ore o fra poche settimane – sarà molto brusco: si accorgerà che l’esecutivo è appeso nel vuoto, di fatto inesistente, comunque assolutamente impotente.

Scrive Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “ Già, il governo... Il contraccolpo della condanna di Berlusconi sarebbe formidabile e il Pd non potrà continuare a essere alleato di un condannato, i suoi militanti non lo permetterebbero. Insomma, entro questa settimana quello che non è accaduto in vent'anni, potrebbe accadere in un giorno”.

Alla fin fine, potrebbe essere il condannato Berlusconi Silvio da Arcore a risorgere dalle sue ceneri. E il Pd, consumatosi come una candela, scomparire.

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