Bradley Manning, la talpa di Wikileaks, condannato dalla corte marziale

Il soldato americano rischia l'ergastolo con 22 capi d'accusa


Bradley Manning è stato condannato dalla corte marziale di Fort Meade, che lo ha riconosciuto colpevole per 19 dei 22 capi d'accusa contro di lui. Caduta l'accusa più pesante, quella di connivenza con il nemico, per aver rivelato documenti diplomatici e militari segreti americani a Wikileaks, Manning però è stato riconosciuto colpevole di spionaggio.

Anche se l'accusa di connivenza con il nemico era l'unica che poteva portarlo all'ergastolo, la somma degli altri capi d'accusa potrebbe ugualmente significare per il soldato 25enne il carcere a vita. Nei prossimi giorni verrà resa nota l'entità della pena.

Bradley Manning: oggi la sentenza


Mentre in Italia tutti gli occhi sono puntati sulla sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi, un'altra sentenza è in dirittura d'arrivo, alle 19, dall'altra parte del mondo: quella su Bradley Manning, il soldato e analista dell'esercito americano accusato di essere la "talpa" che ha passato a Wikileaks centinaia di migliaia di documenti riservati e cablogrammi, resi poi pubblici da Julian Assange nella più grossa fuga di notizie che abbia mai colpito gli USA.

Manning, 25 anni di origini gallesi, si era arruolato nell'esercito americano nel 2008 e l'anno successivo viene inviato in Iraq, dove lavora come analista informatico e si trova ad avere accesso a documenti riservati dell'esercito e alle comunicazioni con Washington. Poco dopo l'inizio del "cablegate", la diffusione da parte di Wikileaks di cablogrammi riservati del governo Usa, l'hacker Adrian Lamo denunciò Manning alle autorità militari asserendo che il soldato gli avrebbe rivelato in una chat di essere la talpa che aveva passato i documenti ad Assange. Dopo pochi giorni Manning venne arrestato e trasferito nel carcere militare di Quantico, in Virginia.

Riguardo la detenzione di Manning, ci sono state diverse denunce dei suoi legali e di Amnesty International, in cui si parla di condizioni proibitive e simili alla tortura. Secondo il suo avvocato, Manning viene tenuto in isolamento 23 ore al giorno, dorme con le luci accese e può indossare solo un paio di pantaloncini. Durante le visite deve rimanere incatenato, e la sua salute psicofisica è in continuo peggioramento. Secondo alcune fonti sarebbe catatonico. In questi anni è cresciuto un movimento di opinione a favore dell'ex militare, che è stato candidato al Nobel per la Pace nel 2011 e nel 2012.

Su Manning pendono 22 capi d'accusa, tra cui spionaggio e favoreggiamento del nemico, che potrebbero portare a una condanna all'ergastolo. Lo scorso febbraio, Manning si è dichiarato colpevole dei capi d'accusa meno gravi, riconoscendo di aver diffuso alcuni documenti ma negando di aver favorito il nemico. Secondo l'accusa, invece, Manning fornendo continuativamente materiale riservato ha messo in pericolo la sicurezza nazionale poiché quelle informazioni sarebbero potute essere usate dai terroristi, e alcune sarebbero finite anche nelle mani di Al Qaeda. La sentenza, che sarà emessa dalla base militare di Fort Meade, nel Maryland, è prevista per le 13 ora locale, le 19 in Italia.

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