Licio Gelli non è più commendatore della Repubblica Italiana

Su disposizione del Cancelliere dell'Ordine, a Licio Gelli è stata tolta l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana: nel corso degli anni è stato condannato in via definitiva a 30 anni di carcere.

Licio Gelli non ha certo bisogno di presentazioni. I suoi trascorsi criminali e le sue condanne sono parte integrante della storia d'Italia, così come la sua vicinanza coi generali argentini Roberto Eduardo Viola e Emilio Massera e il suo ruolo nella loggia P2. Eppure, nonostante questo, fino ad oggi Licio Gelli, classe 1919, risultava ancora Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, onorificenza di cui era stato insignito nel lontano giugno 1966.

Solo adesso, infatti, ci si è accorti che Gelli è stato condannato in via definitiva a un totale di 30 anni di reclusione e che oltre all'interdizione dai pubblici ufficiali queste condanne comportano anche la perdita dell'onorificenza.

E così, su disposizione del Cancelliere dell'Ordine, si è deciso di togliergli quel titolo. La comunicazione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, con tanto di chiara motivazione:

Al merito della Repubblica Italiana, ai sensi dell'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 13 maggio 1952, n. 458, si è provveduto all'annotazione delle sentenze di condanna e del provvedimento di unificazione pene emesse dal Procuratore generale della Procura generale della Repubblica presso la Corte di appello di Milano, con le quali il sig. Licio Gelli è stato condannato, a seguito di vari reati, ad anni 30 di reclusione, nonchè, tra le altre cose, alla pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici, che comporta, ope legis, la perdita dell'onorificenza.

Alla fine "se ne sono accorti" e hanno preso provvedimenti. Ora seguiranno anche gli altri condannati in via definitiva?

Foto | Wikimedia

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