Csm: Antonio Ingroia espulso dalla magistratura per assenza ingiustificata

L'ormai ex magistrato Antonio Ingroia si dedicherà a tempo pieno alla politica. Le assenze ingiustificate dall'ufficio ne hanno portato all'esclusione dall'ordine giudiziario.

Antonio Ingroia, l'ex procuratore aggiunto di Palermo poi diventato politico, non è più un magistrato. A deciderlo, oggi, è stato il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura che ha approvato all'unanimità la delibera presentata dalla quarta commissione che prevedeva la decadenza dall'ordine giudiziario di Ingroia.

Il motivo è presto detto: l'ex magistrato è stato "assente dall'ufficio ingiustificatamente per un periodo superiore ai quindici giorni". L'ufficio a cui si riferisce è quello del Tribunale di Aosta, dove Ingroia era stato nominato sostituto procuratore dal 20 giugno scorso.

L'ex pubblico ministero, in prima linea nel processo a carico di Marcello Dell'Utri e in quello sulla Trattativa Stato-Mafia, non si è mai presentato a lavoro e, non avendo fornito alcuna giustificazione, come prevede la legge è stato rimosso dall'ordine giudiziario.

La notizia non giunge a sorpresa. Poco più di un mese fa Ingoia aveva annunciato pubblicamente la sua intenzione di lasciare la Magistratura. Le dimissioni non arrivarono mai, ma Ingroia cominciò a comportarsi come se l'avesse fatto, non presentandosi a lavoro e lasciando così al Csm il compito di rimuoverlo dall'incarico.


Per Ingroia, ormai politico a tempo pieno col suo Azione Civile, si tratta di un addio definitivo: come previsto dall'art. 28 del decreto legislativo 109/2006 la decadenza equivale alla richiesta di dimissioni e non è in alcun modo possibile formulare richiesta di rientro in servizio. Addio toga, benvenuta politica!

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