Vertice con Monti: la rabbia del premier e la strategia di Berlusconi


"L'agenda la decido io". Il destinatario delle parole che Monti pronuncerà durante il vertice serale con i leader delle forze politiche che lo sostengono è solo uno: Angelino Alfano. Il segretario del Pdl è accusato di voler dettare l'agenda al governo, di porre veti su Rai e giustizia e di provocare quotidianamente Monti e i suoi ministri. E su due argomenti il premier non ha nessuna intenzione di cedere: la riforma del lavoro e la legge anti-corruzione, che non devono - secondo il primo ministro - in nessun modo finire nel nulla.

Niente veti quindi, come spiega un anonimo ministro al Messaggero: "Chi pretende di dettare l’agenda del governo non ha letto la Costituzione o non ha compreso la situazione. Il nostro mandato è superare l’arretramento complessivo del Paese e nessuna materia può essere preclusa. Se ci fosse impedito di andare avanti, se ne dovranno assumere le responsabilità...". Sulla stessa linea d'onda Bersani e Casini, che questa sera uniranno le forze con Monti per tentare di convincere Alfano, e soprattutto Berlusconi, ad accettare che il governo si occupi anche di temi scomodi per il Pdl.

Ma perché Rai e giustizia sono così importanti per Berlusconi e i suoi? Il Cavaliere teme che la legge anti-corruzione porti a un allungamento dei tempi richiesti per la prescrizione - che potrebbe rimettere nei guai Berlusconi -, mentre per quanto riguarda la Rai, l'ex premier vuole conservare la maggioranza a viale Mazzini sotto la guida della direttrice generale Lorenza Lei.

Proprio per decidere il da farsi, Silvio Berlusconi e Angelino Alfano si incontreranno nel pomeriggio, primo faccia a faccia, durante il quale probabilmente parleranno anche dello scontro tra Cosentino e Caldoro, dopo la strigliata che il Cavaliere ha dato al suo delfino accusato di fare troppo di testa sua. Ma in vista del vertice con Monti i due non hanno nessuna intenzione di cambiare strategia, che rimane quella di martellare sul lavoro per mettere in difficoltà il Pd ed evitare che si trovi lo spazio per le questioni scomode.

Più che un vertice, quello di stasera rischia di essere una partita a palla avvelenata, con il Pdl che pressa per affrontare la questione-riforma del lavoro (per allontanare Rai e giustizia) e il Pd che cerca di spostare l'attenzione da un tema per lui delicato, e potenzialmente esplosivo, come il lavoro parlando di Rai e giustizia. Con Casini e Monti a fare da spettatori e il rischio che l'eterna lotta tra i due principali partiti prenda il sopravvento sulle emergenze del paese.

Foto | © TM News

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