Caos Pdl: venti parlamentari contro il governatore Caldoro


Come se in Campania il Pdl non avesse già abbastanza problemi (vedi lo scandalo del tesseramento "sospetto" a Salerno), ecco spuntare un documento, firmato da una ventina di parlamentari del partito di Berlusconi, con cui si accusa il governatore della Campania Stefano Caldoro di andare contro gli interessi del Pdl nella regione e di non seguire la linea comune del partito su temi fondamentali come la giustizia.

Dagospia ipotizza che dietro questo documento ci siano delle richieste ben precise rivolte a Caldoro:

"Via gli assessori vicini al centrosinistra e loro sostituzione con assessori indicati dal partito;
maggiore concertazione tra Giunta e gruppo;
stop alle critiche continue al Pdl da parte del Presidente e dei suoi fedelissimi del Nuovo Psi;
basta flirtare con Udc, Pd, De Magistris, Vendola e Magistratura, ovvero con chiunque metta i bastoni tra le ruote a Silvio Berlusconi e ai Banana's parte-nopei e parte-infuriati."

E non è difficile scorgere, dietro le persone che hanno firmato il documento, la mano di Nicola Cosentino, storico rivale di Caldoro in Campania, che aveva già cercato di mettere i bastoni tra le ruote all'allora candidato governatore del Pdl. Dopo la sentenza della Cassazione sul processo Dell'Utri, mentre Nicola Cosentino, dall'alto della sua prestigiosa esperienza politica, attaccava il concorso esterno in associazione mafiosa (ipotizzato, ricordiamolo, da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino), Stefano Caldoro rivolgeva un video-appello a Roberto Saviano per "raccontare insieme un'altra Campania". Incompatibilità totale, quella tra Cosentino e Caldoro. E poi, tra Cosentino e Saviano, la scelta per il Pdl è stata semplice.

Per non parlare delle critiche rivolte dai parlamentari Pdl a Caldoro sul fronte giustizia: l'unica linea politica corretta è quella di Alfano (ovvero, aggiungiamo noi, quella di Berlusconi), basta tentennamenti a sinistra. Quindi, si presume, avanti con la legge anti-intercettazioni, il bavaglio alla stampa, separazione delle carriere di pm e giudici, controllo dei pm da parte dell'Esecutivo, eccetera. Niente male come programma politico.

Seguiteci dopo il salto, troverete il testo integrale del documento.

"Sui lavori del congresso provinciale di Napoli del Pdl conclusosi domenica scorsa con una straordinaria partecipazione di iscritti, il presidente Caldoro deve essere stato male informato. e pare, a sua volta, contribuire ad una disinformazione in merito allo svolgimento del congresso francamente sgradevole.

Di giustizia si è sempre parlato da parte di tutti col massimo rispetto della persona dei giudici e della Magistratura tutta. Nitto Palma, e tutti gli intervenuti, hanno semplicemente dato voce al comune sentire della base del partito, che sposa le posizioni in materia di Giustizia proprie del Segretario Alfano. Per quel che concerne poi i tempi, gli ambiti, i limiti del rapporto fra Pdl e Udc in Regione - prosegue la nota - la posizione tracciata in apertura dei lavori da Nitto Palma è stata ampiamente ripresa, condivisa, argomentata dai vari interventi e coincide con quella espressa dal Gruppo regionale del Pdl.

Sarebbe ora inimmaginabile che, a congresso concluso, il presidente Caldoro pretendesse di far valere una propria posizione personale, sottratta alle indicazioni e valutazioni del dibattito di sabato scorso. Tanto in tema di giustizia quanto in tema di rapporti con altre forze politiche, ci è dispiaciuto registrare nel sindaco De Magistris un interlocutore meno tendenzioso di Stefano Caldoro. Il che, seppur determinato soltanto dall'esser stato poco e male informato dello svolgimento dei lavori congressuali, è per noi motivo di forte disagio".

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO