Ore 12 - I partiti pensano "solo" al dopo Monti. Ecco perché...

altroNon c’è un partito, né un leader di partito, che pensi all’oggi. Sono tutti impegnati a guardare “oltre”, pensano alle elezioni politiche 2013, prefigurano il dopo-Monti.

E’ l’ennesima dimostrazione dell’inconsistenza di queste forze politiche, senza idee, programmi, strategie, incentrate solo a fiutare l’aria che tira, a sfruttare ogni refolo di vento amico, per non mollare la presa e restare alla guida del timone, qualunque sia la barca.

In questa “ginnastica” quotidiana, il più solerte è Pier Ferdinando Casini: “ I voti che gli italiani daranno al mio schieramento, alla mia persona, al mio partito alle prossime elezioni politiche saranno spesi da noi per dare vita a un governo di responsabilità nazionale". E alla guida del governo di responsabilità nazionale Casini, ci vede benissimo ancora Monti: "Non credo che Monti non sia un leader politico, lo è a pieno titolo, gli ho detto che è più politico di Andreotti. Se non fosse un raffinato politico non starebbe lì. Non sarà candidato alle prossime elezioni, restituirà le chiavi alla politica, poi il giorno dopo le elezioni si vedrà. Ogni giorno ha la sua pena".

Tutti gli altri, Bersani, Alfano, Fini e compagnia cantante, si rincorrono su Monti e sul dopo-Monti. Scrive oggi sul Riformista Emanuele Macaluso: “Si discute se l’impronta lasciata dal governo, su cui si svolgeranno le elezioni, sarà quella di sinistra o di destra. E Monti con chi si schiererà? Berlusconi, goffamente, lo presenta come una sua creatura, Casini tende a identificarsi col governo e il suo presidente, Bersani è con Monti ma a tempo determinato. Domani cosa farà il ministro Passera? Guiderà il centro o il centrodestra?”.

Appunto. Tutti a discutere del domani. E sul Monti di oggi? E sull'Italia claudicante di oggi?

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