Bradley Manning condannato: alcuni membri del Parlamento Europeo scrivono a Obama

Una lettera aperta di 54 parlamentari europei al Presidente Barack Obama ed al Segretario alla Difesa Chuck Hagel chiede la liberazione di Bradley Manning: "trattamenti inumani e degradanti"

Il caso Bradley Manning, la "talpa" di Wikileaks accusato di spionaggio, e per questo condannato dalla Corte marziale americana, sta provocando moti di solidarietà al soldato americano da parte di tantissimi attivisti americani e non, veterani di guerra, uomini politici: 54 membri del Parlamento Europeo hanno firmato una lettera/appello, inviata al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ed al Segretario alla Difesa Chuck Hagel, nella quale chiedono l'immediata scarcerazione di Manning e parlando esplicitamente di "persecuzione" ai danni dello stesso soldato.

I parlamentari europei, nella accorata missiva pubblicata integralmente dal quotidiano britannico Guardian, esprimono la loro forte preoccupazione per la conclusione del caso giudiziario che ha visto Manning condannato per aver "aiutato il nemico" facendo trapelare informazioni ai media: un precedente pericoloso per la democrazia ed il diritto, scrivono i 54 parlamentari europei;

"[...] La possibilità di una vita in prigione senza condizionale è stata inoltre recentemente respinta come 'trattamento inumano e degradante' dalla Corte europea dei diritti dell'uomo."

Una possibilità, quella dell'ergastolo, scongiurata formalmente dalla Corte marziale ma che, de facto, rappresenta un rischio concreto per Bradley Manning a causa della somma delle altre pene inflittegli: ieri centinaia di manifestanti americani si sono riuniti di fronte alla Corte chiedendo la liberazione per "l'eroe Brad" o, in caso di condanna, l'amnistia.

I parlamentari europei lamentano l'assenza di prove reali sulla sua colpevolezza e, sopratutto, l'andamento del processo stesso: i pubblici ministeri hanno rifiutato di addurre motivazioni plausibili nella richiesta di condanna e non hanno mai dimostrato, scrivono i parlamentari europei, il reale danno alla sicurezza nazionale che Manning avrebbe causato agli Stati Uniti; la Corte ha inoltre rigettato le motivazioni di innocenza addotte dalla difesa.

Il processo è stato posto sotto la lente d'ingrandimento anche di Amnesty International, che ha definito il processo "inquietante":

"Siamo d'accordo con Amnesty International sul fatto che il governo degli Stati Uniti dovrebbe far cadere immediatamente le accuse più gravi contro il Bradley Manning e che far pagare a Manning le accuse di 'aiutare il nemico' è una cosa ridicola, una parodia della giustizia, che si fa beffe di il sistema giudiziario militare degli Stati Uniti. Abbiamo visto le prove presentate da entrambe le parti, ed è evidente che l'accusa di favoreggiamento del nemico non ha alcun fondamento. [...]"

ha detto Widney Brown, Senior Director per il diritto internazionale e la politica di Amnesty International. Le parole dei parlamentari europei sono invece durissime nei confronti della gestione del processo e dello stesso Manning, fino alle accuse palesi e durissime di trattamenti inumani e degradanti cui sarebbe stato sottoposta la presunta talpa di WikiLeaks:

"Abbiamo domande sul perché il signor Manning è stato imprigionato per 17 mesi senza aver ancora avuto la sua udienza in tribunale. Siamo turbati dalle notizie che vogliono il signor Manning sottoposto a isolamento prolungato ed altri maltrattamenti, cosa che equivale a tortura. E siamo delusi che il governo degli Stati Uniti ha rigettato la richiesta del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura di incontrare privatamente il signor Manning al fine di condurre una indagine sul suo trattamento da parte delle autorità militari statunitensi. [...] Il signor Manning è stato tenuto in isolamento per 23 ore al giorno durante gli otto mesi in cui è stato incarcerato. Sembra che egli sia stato a volte costretto a dormire e stare sull'attenti senza vestiti. Il suo avvocato ha documentato episodi aggiuntivi che indicano la possibilità di altre violazioni dei diritti umani."

Lo scenario descritto è drammatico, degno di un film di spionaggio, e sa tanto di avvertimento per Mr Wikileaks Julian Assange, che non viene citato nella lettera dei parlamentari europei, rifugiato da mesi nell'ambasciata dell'Equador a Londra: i bastoni tra le ruote messi ai funzionari delle Nazioni Unite che da mesi chiedono l'autorizzazione a parlare con Manning e a studiare il caso, le velate minacce di pena capitale aleggiate sulla Corte nei mesi del processo, la carcerazione preventiva, il carcere a vita, tutti trattamenti considerati inumani e degradanti sui quali l'amministrazione Usa deve necessariamente fare chiarezza, sopratutto fino a quando il Presidente si chiama Barack Obama e vanta un premio Nobel per la pace all'attivo.

La richiesta dei parlamentari europei è diretta:

"Siamo preoccupati: la guerra del governo degli Stati Uniti ad informatori come Edward Snowden e Bradley Manning è un deterrente per il processo della democrazia sia negli Stati Uniti che in Europa.

Con la presente vi invitiamo a porre fine alla persecuzione di Bradley Manning, un giovane gay che è stato imprigionato per oltre tre anni, di cui dieci mesi in isolamento, in condizioni che il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura Juan Mendez ha considerato "crudeli e violente." Bradley Manning ha già sofferto troppo e dovrebbe essere liberato al più presto possibile."

Anche oggi sono previste manifestazioni, negli Stati Uniti, cui parteciperanno liberi cittadini, attivisti per i diritti civili ed umani e veterani: tutti pronti a chiedere la liberazione di Manning, che per molti è già divenuto "l'eroe" di WikiLeaks.

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