Sondaggi: Berlusconi condannato? Il Pdl ci guadagna

300mila voti in più se la sentenza nel Processo Mediaset sarà sfavorevole al Cavaliere.

Silvio Berlusconi sta attendendo, come tutta Italia, la sentenza del Processo Mediaset in arrivo per questa sera, al massimo domani. Ma il cupo pessimismo dei giorni scorsi ha iniziato a dissolversi nella mente del Cavaliere, perché di segnali positivi (per lui) ne stanno arrivando parecchi.

Prima le sue azioni che crescono in borsa in attesa della sentenza (segnale che si spera nell'assoluzione); poi la richiesta del pg di ridurre l'interdizione di 5 anni (si parla di 18 mesi, si vedrà), che ha subito portato il Cavaliere a elaborare un piano per ricandidarsi nel 2015. E adesso i sondaggi.

Come si poteva facilmente immaginare, l'idea che Silvio Berlusconi possa essere definitivamente condannato non lo penalizza minimamente da un punto di vista elettorale. Anzi, secondo alcuni calcoli fatti dai sondaggisti interpellati da Libero, il Cavaliere eliminato per via giudiziaria dalla vita politica vale 300mila voti in più. Cioè l'1% circa. Non si tratta certo di numeri impressionanti, ma che comunque rafforzerebbe il ruolo del Popolo delle Libertà come primo partito in Italia, soprattutto finché il Pd sarà immerso nelle sue beghe interne.

Ma per quale ragione Berlusconi riesce a trasformare in vantaggio anche una condanna per frode fiscale? Le cose da prendere in considerazione sono due. Primo: l'eventuale sentenza sfavorevole al Cavaliere ha sì un'importanza decisiva ai fini della determinazione della pena e dell'ufficialità della colpevolezza (o meno); ma gli elettori italiani non aspettano certo la legge per decidere se Berlusconi è innocente o colpevole. Gli italiani in cuor loro hanno già emesso la sentenza definitiva nei suoi confronti, e non certo da oggi.

E questo spiegherebbe perché il Cavaliere non è penalizzato nei sondaggi da processi, sentenze e inchieste; non spiega però perché ci guadagni. Chiarisce la cosa Alessandro Amadori, amministratore delegato di Coesis Research:

L’elettorato del Pdl è legato a Berlusconi da un vincolo affettivo, non razionale. E quando ci sono relazioni di questo tipo è facile prevedere, da parte di una fetta rilevante della società italiana, l’attivazione di un meccanismo di solidarietà con quello che, in caso di conferma della condanna, sarebbe visto come un martire

Un altro punto importante è precisato da Alessandra Ghisleri, capo di Euromedia Research nonché sondaggista di fiducia di Berlusconi (e per questo sbeffeggiata, anche se alla fine dei giochi ha quasi sempre ragione lei):

Quando Berlusconi è sotto la luce dei riflettori, il Pdl ne trae sempre vantaggio. La condanna genererebbe un sentimento più verso l’uomo Berlusconi che il politico. E il Cavaliere se ne avvantaggerebbe.

Tutto quindi si gioca sul filo dell'interdizione ai pubblici uffici: se l'interdizione sarà confermata a cinque anni la sua vita politica sarà finita per forza di cose. Se invece sarà di un anno e mezzo il Cavaliere continuerà a tenere le fila della politica italiana e del suo partito, semplicemente senza sedere in Senato (già adesso non è quasi mai presente). Di fatto, non cambierebbe nulla.

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