Ddl intercettazioni: il ritorno. Come "moneta di scambio" per l'anticorruzione

Chi l'avrebbe mai detto, che con Silvio Berlusconi fuori dai giochi sarebbe ritornato in ballo il ddl intercettazioni? Quella del Pdl è davvero perseveranza, costanza, accanimento terapeutico sul tema, visto che un provvedimento restrittivo sull'utilizzo dello strumento di indagine è stato utilizzato, nel corso del vertice di ieri, 15 marzo, come moneta di scambio.

Sì, perché di questo si tratta, se vogliamo tradurre nei fatti questa maggioranza d'emergenza che si è formata per sostenere Monti: un gioco al rialzo da parte delle componenti politiche su determinati temi, un gioco al ribasso da parte del Governo su quelle che vengono presentate come istanze imprescindibili, pilastri fondamentali e simili. Dalla tipologia di provvedimenti che le varie parti in gioco cercano di far passare ci si può fare un quadro di cosa stia loro veramente a cuore.

E così, ieri, mentre si doveva parlare di crescita e l'argomento è stato accantonato a data da destinarsi, mentre la riforma del lavoro ha convinto tutti (e addio alle barricate sull'articolo 18, addio alle richieste di incentivi, visto che la riforma dei contratti prevede solo disincentivi per quelli a termine), mentre la Rai è stata lasciata, temporaneamente, al proprio destino (prorogatio del cda in vista?), sulla giustizia si sono menati fendenti.

E il sobrio esecutivo Monti ha dovuto, evidentemente, cedere pur di restare in sella: in cambio di norme più restrittive sulle tangenti e dell'implementazione dell'agognato ddl anticorruzione, il premier e il Ministro Severino hanno promesso ad Angelino Alfano che si prenderanno in carico le iniziative parlamentari e che proporranno una legge sulle intercettazioni telefoniche.

Colpo di scena. E ora che farà tutta la stampa online e offline che aveva fatto quadrato contro l'impopolare provvedimento (ricorderete le levate di scudi contro la legge bavaglio e simili, i post-it come quello pubblicato qui in alto a mo' di provocazione, le pagine bianche dei giornali e simili)? Che farà Repubblica, con il suo catenaccio difensivo intorno al Governo?

Certo, si dirà: Monti non farà il bavaglio, il suo provvedimento sarà più giusto, più utile, più necessario e simili.

Ma questa è la narrazione che circonda il "nuovo" Governo. I fatti sono altri. I fatti raccontano che, in tempo di crisi e di questioni ben più importanti da affrontare, un Governo emergenziale si è impegnato a metter mano alle intercettazioni - cavallo di battaglia berlusconiano - con un provvedimento ad hoc.

La trattativa sulla giustizia è un esempio perfetto di come si cannibalizzino la finanza e la politica (l'una schiava dell'altra in un rapporto simbiotico e mutuamente parassitario), entrambe totalmente slegate dalla vita reale e concentrate sui propri interessi.

  • shares
  • Mail
8 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO