Legge elettorale, sì alla procedura d'urgenza: voto a ottobre

L'ufficio di presidenza del gruppo Pd a Montecitorio chiede (e ottiene) la procedura d'urgenza per una nuova legge elettorale, Speranza: "serve al Paese"

Aggiornamento 31 luglio, ore 19:33: - La conferenza dei capigruppo della Camera dei Deputati ha deciso all'unanimità di concedere la procedura d'urgenza alla riforma della legge elettorale: i gruppi si sono dichiarati favorevoli e disponibili ad avviare i lavori d'Aula entro settembre per arrivare al voto entro il mese di ottobre. La decisione dei capigruppo ha dimezzato i tempi dell'esame del provvedimento, portandoli da due mesi a uno.

Il Pd chiede la procedura d'urgenza

Una cosa va scritta ben chiara: il giorno in cui il Porcellum verrà abrogato e sostituito con una nuova legge elettorale sarà certamente un lieto giorno per le democrazia in Italia; il problema è "come" si arriverà a quel giorno: questa mattina l'ufficio di presidenza del gruppo del Partito Democratico alla Camera ha dato mandato, con voto unanime, al capogruppo Roberto Speranza di chiedere alla conferenza dei capigruppo di oggi pomeriggio l'istituzione di una procedura d'urgenza per l'esame di una nuova legge elettorale.

La notizia, che potrebbe chiudersi qui, nasconde in realtà una lunga e nodosa serie di questioni riguardanti la vita democratica italiana e le lotte intestine ai democratici che val la pena cercare di analizzare: primo su tutti la tempistica, che suggerisce un'accelerazione voluta dal Pd per una nuova legge elettorale in tempi decisamente sospetti, al netto soprattutto dell'attesa spasmodica della pronuncia della Cassazione (con tutta probabilità per domani).

Se consideriamo che il vicepresidente della Camera, e deputato del Pd, Roberto Giachetti ha portato avanti uno sciopero della fame di 120 giorni e in quasi totale silenzio (tra i colleghi di partito e sui media) alla fine della scorsa legislatura per chiedere l'abolizione del Porcellum e, come toppa, la reintroduzione del Mattarellum, diventa inoltre cocente il sospetto che il Pd non sappia minimamente quale destino politico possa delinearsi da domani in poi.


Dietrologie a parte, occorre guardare i fatti:

"Il Paese ha la necessità di avere in tempi certi una nuova legge elettorale che assicuri governabilità e restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti e quindi occorre dare subito il via libera alla procedura d'urgenza per il provvedimento."

ha spiegato il deputato Roberto Speranza. Se è verissimo quanto affermato dal capogruppo del Pd, altrettanto vero è che il voto unanime di questa mattina giunge quasi ad orologeria, nonostante sia evidente che non sarà certamente possibile una nuova legge elettorale prima di un eventuale pronuncia a sfavore di Berlusconi da parte della Cassazione.

Un percorso, quello della procedura d'urgenza, tutt'altro che semplice: come spiegato dal deputato di Sel Gennaro Migliore è ora necessario iscrivere all'ordine del giorno, per il mese di agosto, la discussione sulle proposte per l'abolizione del Porcellum, con il conseguente ritorno al Mattarellum e una parziale vittoria di chi contesta la legge Calderoli. Qualora andasse in porto la procedura d'urgenza l'iter sarebbe, tecnicismi a parte, più o meno questo:

"La proposta va all’esame della Commissione e alla fine sarà posta in votazione co una maggioranza composta dai due terzi. In questi casi, il regolamento della Camera stabilisce che i due mesi previsti per un provvedimento scendano a uno. Se non verrà riconosciuta la procedura d’urgenza, un testo unico che tiene insieme tutte le proposte di legge che invocano il ritorno al Mattarellum e sono tra di loro simili perché recepiscono il quesito del referendum di due anni fa. Del resto c’è un unico articolo: ripristino della norma precedente alle legge-Calderoli. Se non verrà riconosciuta la procedura d’urgenza, il provvedimento approderà in Aula seguendo la procedura di voto ordinaria. Ma indipendentemente da questo, i tempi sono rapidi, massimo a settembre."

ha spiegato Roberto Giachetti in un'intervista pubblicata due giorni fa. In realtà però un eventuale ritorno al Mattarellum non piace a tutti i democratici: Davide Zoggia, ad esempio, ha accusato lo stesso vicepresidente della Camera di minare, con dichiarazioni prepotenti, ogni tentativo di discussione sul Porcellum.

L'abolizione dell'attuale legge elettorale è inoltre una mossa che potrebbe rivelarsi, è il paradosso di questi tempi bui e tempestosi, controproducente per lo stesso Partito Democratico: secondo un sondaggio di Piepoli pubblicato questa mattina l'80% degli elettori ritiene che il primo compito del governo sia trovare il modo di far avere più ricchezza per tutti, mentre solo il 20% vuole cambiare il Porcellum (o ritiene questa una priorità). Tuttavia, in caso di elezioni, l'arrembante Matteo Renzi sarebbe proiettato necessariamente verso la candidatura a Palazzo Chigi, lasciando così il posto da segretario di partito (che è l'unica "carica" attualmente aggredibile dal sindaco di Firenze) ad altri e dando soddisfazione a quella parte del partito (pare una larga parte) che preferirebbe il "rottamatore" più come premier che come segretario.

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