Giorgio Napolitano chiude le celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia: «Coesione nazionale»

17marzo2012

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiuso le celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, con una cerimonia al Quirinale seguita da una lunga diretta di Rai 1. Oltre ai ringraziamenti di rito, Napolitano ne ha approfittato per parlare del presente.

Il succo del discorso? Sempre lo stesso, sia sul fronte interno che su quello europeo. Per quanto riguarda la politica interna, Napolitano si dice fermamente convinto che la politica non abbia affatto abdicato al proprio ruolo, con questa maggioranza così ampia che sostiene il Governo Monti, ma anzi, che si sia rilanciata, ritrovando quella stessa coesione nazionale che, secondo il Censis, avrebbero ritrovato, in questo anno di celebrazioni, anche i cittadini italiani.

Sul fronte "estero", invece, Giorgio Napolitano ha difeso, anche qui con fermezza, la necessità di cedere parte della propria sovranità nazionale all'Unione Europea, per portare a compimento l'idea stessa dell'Unione.

Ora, entrambe le posizioni sono la naturale conseguenza delle scelte fatte da Napolitano stesso. Tuttavia, bisognerebbe ricordare al Presidente della Repubblica che la presunta coesione nazionale si gioca su compromessi che molto spesso somigliano a veri e propri aborti politici (si veda, ad esempio, lo scambio ddl anti-corruzione e ddl intercettazioni) e che l'Unione Europea, da molti mesi a questa parte, non fa che parlare di economia e finanza, mettendo da parte qualsiasi altra questione (quella sociale in primis) e condizionando tutti i governi nazionali futuri con il fiscal compact, le cui conseguenze a lungo termine sono ben lungi dall'essere prevedibilil.

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