Ore 12 - Pd, una fronda tira l'altra ...

altroNon sempre e non tutte le fronde sono “inventate” in politica. E neppure nel Partito democratico, dove ogni volta che un nodo si stringe porta a una domanda: questi litigano per reale diversità di posizioni politiche o solamente per battere sui barattoli per avere poi più posti nelle liste elettorali?

Adesso spunta una lettera-decumento di 15 deputati (ex diccì, fra cui Beppe Fioroni e Marco Follini) del Pd contrari al sostegno dato da Bersani (platealmente sostenuto da D’Alema sotto lo slogan “Nuovo Rinascimento per l’Europa”) al socialista francese Francoise Hollande, candidato con reali possibilità di battere Sarkozy, considerato troppo a sinistra per il pidì.

L’impressione è che gli ex “popolari” (non tutti) presenti nel Pd cerchino ogni occasione per tirare la corda fino al limite, pronti allo strappo, fare le valige e rimetter su casa nel costituendo partito moderato di Casini in attesa della famosa costola del Ppe Made in Italy, con Silvio Berlusconi promoter e “spettatore” di lusso.

Il nodo della collocazione del Pd in Europa può davvero strangolare Bersani e far saltare “questo” Partito democratico.

“Il destino di Bersani – ha scritto Stefano Folli sul Sole 24 Ore – è quello di districarsi fra una serie di foto simboliche. Ieri quella di Vasto con Vendola e Di Pietro, oggi quella di Parigi con Hollande e i socialisti francesi. L’unica foto che i suoi critici accettano è quella di Palazzo Chigi con Monti, Alfano, Casini, un’allusione esplicita alla grande coalizione che il segretario del Pd può solo rifiutare in questa fase in cui si prende la rincorsa per le elezioni del 2013. Fino ad allora c’è da credere che Bersani non vorrà farsi scavalcare a sinistra da Vendola. Quindi spetta ai centristi prendere le loro decisioni”.

Già, decisioni politiche o di convenienza?

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