Processo Ruby: Berlusconi è salvo


La decisione dei giudici di far scattare in extremis la prescrizione nei confronti di Silvio Berlusconi nel processo Mills aveva già scatenato le teorie del "patto segreto": un accordo tra Berlusconi e Monti con garante Napolitano che più o meno diceva: "Io mi dimetto da premier, voi in cambio non mi condannate". E alcune battute di Berlusconi, che aveva fatto intendere come il suo appoggio al governo Monti fosse condizionato dall'esito del processo, avevano rafforzato queste voci.

Adesso i teorici del patto segreto hanno una ragione in più per diffondere il loro verbo: Silvio Berlusconi si salverà anche dal processo Ruby. Seguendo i suggerimenti arrivati dall'Ocse, il governo Monti sta per procedere alla modifica del reato di concussione - uno dei due capi d'accusa (la celebre telefonata del premier in Questura per far liberare la «nipote di Mubarak») di cui è imputato il Cavaliere a Milano - che si sdoppierà in estorsione, se c' è una minaccia anche implicita, e in corruzione. In questo modo nel processo a carico di Berlusconi tutto cambierà e si prevede che resterà in piedi solo l'accusa di sfruttamento della prostituzione minorile. In più il processo sarà quasi sicuramente spostato a Monza, soluzione molto gradita agli avvocati dal premier.

A parlare di mercanteggiamento senza troppi scrupoli è Antonio Di Pietro, che non si è fatto scappare l'occasione: "Se le voci sul vergognoso mercanteggiamento che si sarebbe svolto al vertice di maggioranza fossero vere, saremmo davanti a una situazione gravissima. Con il Paese in ginocchio i rappresentanti del governo e dei partiti che lo sostengono non hanno di meglio da fare che cancellare il reato di concussione, passando le loro notti a carcare di fermare il processo Ruby, visto che con la bufala della 'nipote di Mubarak' gli è andata a buca".

Il Pd ha infatti prima presentato un suo emendamento per modificare il reato nel senso gradito al Cavaliere. Poi, viste le polemiche e le accuse, lo ha ritirato. Ma subito dopo ha fatto sapere di essere favorevole ad appoggiare una proposta, che però arrivi dal governo Monti, in tutto simile a quella che avevano fatto loro. Ma in cambio cosa ottengono i democratici? Il via libera di Alfano, e quindi del Cavaliere, alla fondamentale legge anti-corruzione. Che ci sia o meno un patto, la sensazione è sempre la stessa: per salvare l'Italia, prima è necessario salvare Berlusconi.

Foto | © TM News

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