Trattativa su riforma del lavoro: o Monti ci mette una pezza o è rottura

Si tratta al tavolo ufficiale e … fuori ma sull'articolo 18 tra governo e Cgil è ormai “rottura”. Bersani esorta il premier Monti a prendere in mano la trattativa “per fare l’accordo”. I sindacati sono tutt’altro che ottimisti: “Nessuno si è mosso di un millimetro” sulla flessibilità in uscita. Durissima la Cgil: “Non vogliono l’intesa” protesta la Camusso.

Si fa sentire l’Udc con l’ex dirigente sindacale Savino Pezzotta: "Il ministro esagera con le pressioni. Vale di più l'intesa con il sindacato che la modifica dell'articolo 18, se lo devono mettere in testa". "Possono anche cambiare tutto l'articolo 18 da soli ma non servirebbe a niente -ha proseguito l'esponente dell'Udc-. Meglio, dal punto di vista politico, economico e sociale, avere più tempo ma raggiungere l'intesa. Avrebbe un valore immenso".

Secondo l'ex leader della Cisl, "è stato esagerato da parte di alcune forze politiche e del governo far diventare l'articolo 18 un simbolo senza il quale non si può decidere, perchè così e' più difficile modificare le cose".

Anche Pezzotta chiama Monti: "Serve un po’ più di saggezza contrattuale. Spero che Monti oggi abbia questa saggezza. Una trattativa è una cosa complessa, non si può risolvere con minacce, serve pazienza politica. Oggi l'obiettivo è la coesione sociale e modificare alcune parti del mercato lavoro. Se qualcosa non si modifica oggi la si modifica nel tempo". Vedremo.

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