Regione Lazio. Approvata nuova legge sull'immigrazione.

da https://www.flickr.com/photos/12522820@N05/1367289323/, creative commons
È stata approvata una nuova legge sull’immigrazione da parte del Consiglio regionale del Lazio. Ed è a suo modo una piccola tappa storica. È un provvedimento, come dice il nome (“Disposizioni per la promozione e la tutela dell’esercizio dei diritti civili e sociali e la piena uguaglianza dei cittadini stranieri immigrati”), che promuove la piena uguaglianza per i cittadini immigrati del Lazio.

In controtendenza rispetto al giro di vite europeo e al reato di clandestinità italiano, la legge, promossa ed elaborata nel corso di due anni da una consigliera indipendente di Rifondazione e giornalista, Anna Pizzo, è tra le più avanzate a livello regionale perché avvalorata da un’ampia partecipazione da parte di associazioni e comitati riuniti attorno al Tavolo di coordinamento per lo studio del fenomeno migratorio nel Lazio.

Grande soddisfazione tra i consiglieri favorevoli alla disposizione, che hanno dichiarato: “I cittadini migranti del Lazio, che rappresentano un pezzo importante, produttivo, socialmente ed economicamente rilevante nella nostra società, da semplici spettatori diventano protagonisti”.Naturalmente non è stato facile approvare una legge così innovativa: l’opposizione regionale ( quindi in questo caso il centro-destra, con in più qualche “moderato”del pd) ha fatto ostruzionismo e a volte si è rischiata la bagarre fino ad arrivare a veri e propri insulti, razzisti e non.

La legge, in quanto regionale (qui trovate il testo), non può naturalmente scavalcare decisioni di livello nazionale, ma è un primo passo verso una reale integrazione con i 500mila immigrati presenti nel Lazio. Ed è una dimostrazione di come, data la disastrosa situazione a livello nazionale, sia possibile ripartire dal livello locale ( o regionale) per ricostruire un’idea di società non chiusa e sempre diffidente verso “l’altro”.

In particolare cito testualmente l’articolo 23 primo punto che da l’idea di come sia possibile coinvolgere i cittadini immigrati nel processo decisionale, in modo che possano essi stessi difendere i propri diritti nella vita politica: “La Regione, al fine di favorire forme istituzionali organizzate di rappresentanza e di piena ed attiva partecipazione istituisce l’assemblea regionale permanente dei cittadini migranti, di seguito denominata assemblea”.

E infine l’articolo 1 al primo punto, che esplicita le finalità della legge e fa bene sperare per un’Italia che inizi un percorso di reale liberazione da pregiudizi e intolleranze, e che metta i cittadini, italiani o stranieri, davanti ai propri diritti e ai propri doveri:
“La Regione promuove la rimozione degli ostacoli che si oppongono all’esercizio dei diritti civili e sociali da parte dei cittadini stranieri immigrati, al fine di garantire condizioni di uguaglianza rispetto ai cittadini italiani”.
Finalmente una buona legge.

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