Sciopero generale Cgil: ecco perché è meglio non manifestare


Dopo aver sottolineato i buoni motivi per cui la Cgil ha indetto uno Sciopero Generale per bloccare la riforma del lavoro di Monti & Fornero, tocca vedere quali sono invece le buone cose dietro questa riforma e quali sono le ragioni per non scendere in piazza. Perché ce ne sono numerose, e anche se gli aspetti migliori della riforma non incidono sulla vita dell'iscritto-tipo al sindacato, possono finalmente cambiare la situazione di giovani e precari.

L'abolizione, o drastica riduzione, delle tutele garantite dall'articolo 18 interessa ai giovani? Il popolo dei contratti a termine, contratti a progetto, prestazioni a gettone e finte partite iva? No. E questa è la ragione principale per cui la Cgil e il Pd devono fare molta attenzione a non buttare via il bambino con l'acqua sporca, ostacolando e impedendo a una legge che ha in sé aspetti determinanti per migliorare la situazione vergognosa del lavoro giovanile.

Aumentare il costo del lavoro per chi assume a tempo determinato, rimborsando il datore di lavoro dopo che avrà assunto il lavoratore a tempo indeterminato, 36 mesi di durata massima del lavoro precario, lotta alle finte partita iva, abolizione dello stage gratuito. Queste sono misure fondamentali per bloccare quella catena perversa che si è creata e che fa sì che molti studenti vengano "assunti" da un'azienda, sfruttati e poi lasciati a casa mentre qualche altro neo-laureato prende il loro posto. Una lotta di sinistra, verrebbe da dire. Che aumenta i diritti dei giovani lavoratori a scapito delle pretese degli imprenditori. Ma su questi punti la Cgil (e compagnia bella) tace, e non è una sorpresa visto il silenzio che negli ultimi anni ha caratterizzato i sindacati sul tema dell'iperprecariato.

Quanti sono i giovani delle mille forme di lavoro atipico iscritti alla Cgil? Pochissimi, quasi nessuno. Ma il Pd non può fare finta di non vedere che questa riforma è un primo passo verso il passaggio da un mondo del lavoro caratterizzato da ipergarantiti vs. iperprecari a un mondo del lavoro in cui la flessibilità sia una cosa vera e non più una presa in giro.

La vera vergogna del Duemila sono stati i lavori subordinati mascherati da lavori autonomi, i 12 mesi di lavoro gratis che miriadi di studenti hanno dovuto accettare senza avere nessuna prospettiva di assunzione (per fare almeno un po' di curriculum). E mentre milioni di lavoratori hanno ferie pagate, trattamento di fine rapporto, tredicesima e quattordicesima, un'intera generazione sta crescendo senza sapere neanche cosa significhino queste bizzarre formule. Si possono cambiare delle norme riguardo l'articolo 18 in sede parlamentare, ma non si può tagliare le gambe alla prima riforma che cerca di cambiare la situazione del lavoro giovanile.

Foto | © TM News

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