La deputata Santolini (Udc): "C’è chi è gay, poi c’è chi è etero, e poi c’è chi è pedofilo"


Sembra esserci in corso una gara a chi la spara più grossa sull'omosessualità. L'ultima delirante dichiarazione della serie è della parlamentare dell'Udc Luisa Santolini, che durante la discussione sul ddl contro la discrimazione verso i gay proposto dalla deputata Pd Paola Concia se ne è uscita così: "L’omosessualità è un orientamento sessuale come tanti altri: c’è chi è gay, poi c’è chi è etero, e poi c’è chi è pedofilo". Una dichiarazione che fa scalpore non perché contro i gay, ma perché interpretabile a favore dei pedofili, che vengono equiparati a etero e omosessuali. Mentre ancora molti cercano di capire che senso possano avere parole del genere, ci pensa proprio Paola Concia a riportare un po' di buon senso: "La pedofilia è una malattia non certo un orientamento sessuale".

Ma la sparata della Santolini è solo l'ultima di una serie che va avanti da qualche tempo: a rilanciare l'argomento ci aveva pensato il solito Scilipoti, che una settimana fa ha spiegato come i gay per fortuna possano guarire.

"Occorre distinguere. Esistono casi organici, dovuti a difetto dei cromosomi che portano persone con apparato genitale maschile ad avere testa di donna e in questo caso è possibile parlare di patologia, ma non è possibile fare nulla in termini di guarigione. Viceversa, chi lo fa per vizio, o per una scelta animalesca e contro natura, o per ragioni di scompenso emotivo, può guarire e tornare alla vita normale. Mi riferisco, per maggior cautela, ai viziosi".



Passano solo due giorni, e Romano La Russa il 21 marzo rincara la dose, infilandoci un pizzico di paranoia che non guasta mai.

"Per quanto mi riguarda, nella maggior parte dei casi sono malati ed è una malattia da cui si può uscire. Possono essere curati. I gay sono una specie di setta, di massoneria. Negli anni '70 se un camerata era in difficoltà, prima di tutto era un camerata e lo si aiutava e poi gli si chiedeva perché era in difficoltà. Lo stesso avviene per la lobby gay. Se fanno parte di una certa comunità, è giusto aiutarsi. Certo questo non deve travalicare e arrivare alla sopraffazione di chi gay non è perché oggi c'è questa tendenza da parte di qualcuno, non di tutti".

Il paragone tra la "lobby" dei camerati e quella dei gay forse non sarà piaciuta molto ai reazionari dell'ultradestra, ma ancora più degno di nota è il timore di La Russa fratello che gli omosessuali possano lanciarsi in una campagna che miri alla "sopraffazione di chi gay non è". Senza parole... E siccome l'Italia è un paese decisamente particolare, un discorso di buon senso arriva da una cardinale ultraottantenne, Carlo Maria Martini.

"Sono pronto ad ammettere che in alcuni casi la buona fede, le esperienze vissute, le abitudini contratte, l’inconscio e probabilmente anche una certa inclinazione nativa possono spingere a scegliere per sé un tipo di vita con un partner dello stesso sesso. Nel mondo attuale tale comportamento non può venire perciò né demonizzato né ostracizzato".

Si intuisce un po' di sofferenza nel pronunciare queste parole, ma rispetto a La Russa, Scilipoti & Santolini ci troviamo su un altro pianeta.

Foto | © TM News

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