Ore 12 - Monti lancia il primo (e l'ultimo?) squillo di tromba

altroIl premier Monti farebbe bene a lasciare al ministro Fornero le battute al vetriolo. Anche perché, come recita l’antico adagio: “Scherza coi fanti ma lascia stare i santi”.

Il capo del governo, parafrasando all’incontrario Giulio Andreotti, (il gran gobbo ironizzava: “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”) rischia di finire in un vicolo cieco o quanto meno di lanciare inopportuni avvertimenti o minacciosi ricatti a chi non vuole “sporcarsi le mani” con riforme che riducono il consenso e fanno perdere voti.

Di fatto, la coperta del governo dei prof si restringe mostrando tutti i limiti di una direzione tecnocratica (illuminata o solo burocratica?), priva di quei corpi intermedi che filtrano, interpretano e orientano aspettative e turbolenze dei cittadini.

Il Professor De Rita dice che è in atto una “verticalizzazione del potere” e che “ciò è molto coerente con la realtà dei mercati internazionali ma è incoerente con la realtà quotidiana del nostro Paese”.

Insomma, Monti con il suo non volere “tirare a campare” lancia il suo squillo di tromba ai partiti ma rischia di fare la fine di quel trapezista che s’accorge quando sta già precipitando nel vuoto che, sotto, il tappeto non c’è più.

Fin qui lo stato comatoso dei partiti ha evitato il ko del governo. Alfano, Bersani, Casini ecc. sono solo impegnati a non logorarsi ancor di più in vista della conta decisiva del 2013. Ma la strada è ancora lunga e polverosa e tutto è possibile.

Per ora, di certo c’è che il conto (salato) l’hanno pagato (e continuano a pagarlo) sempre gli stessi.

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