Berlusconi condannato: incandidabilità, interdizione e decadenza. Cosa succede adesso?

La legge anticorruzione parla chiaro: la carica di Berlusconi decade e non è più candidabile. E questo indipendentemente dall'interdizione dai pubblici uffici. Inoltre, via il titolo di Cavaliere e anche il passaporto

Partiamo dalle certezze: dopo la condanna Silvio Berlusconi non andrà in carcere, ma dovrà scegliere tra un anno di domiciliari e un anno di servizi sociali. La cosa dovrebbe essere effettiva tra settembre e ottobre. È certa anche l'interdizione ai pubblici uffici, ma su questo punto la Corte d'Appello di Milano è stata chiamata a riformulare, e l'interdizione scenderà tra uno e tre anni. La pena accessoria sarà comunque decisa nell'arco di qualche mese. Fino ad allora il Cavaliere potrà sedere in Senato tranquillamente? Non proprio, perché di mezzo si è messa anche la legge anticorruzione Monti-Severino del 2012. Facciamo un po' d'ordine.

Dopo la sentenza definitiva di condanna a quattro anni - e indipendentemente dall'interdizione - Berlusconi diventa incandidabile e il Senato dovrà deliberare sulla sua decadenza dalla carica. La legge anticorruzione infatti dice che "in caso di condanna definitiva, la decadenza dalla carica va deliberata dalla Camera di appartenenza". Per la precisione:

Se sopravviene una condanna definitiva durante il mandato di parlamentare, la Camera di appartenenza deve deliberare ai sensi dell'articolo 66 della Costituzione, che disciplina la sopravvenuta ineleggibilità e incompatibilità

Come nel caso del voto sull'interdizione, anche in questo la Giunta per le immunità del Senato (camera del Cavaliere) si deve riunire, ascoltare la proposta del relatore del collegio in cui è stato eletto Berlusconi (il Molise) e avviare l'istruttoria del caso. Toccherà poi all'Aula la decisione definitiva con voto segreto, se questo verrà richiesto da almeno 20 senatori.

Berlusconi, inoltre, non è più candidabile, secondo l'articolo 1 della legge Monti-Severino:

"Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai sensi dell'articolo 278 del codice di procedura penale"

Tutto questo, quindi, a prescindere da cosa sarà deciso in termini di interdizione dai pubblici uffici. Anche in quel caso, però, una cosa è certa: l'interdizione scatterà, sarà tra uno e tre anni e impedirà al Cavaliere di fare comizi, manifestazioni, discorsi, interviste e tutto ciò che è la normale attività di un politico. In un modo o nell'altro, non si vede una via di scampo per il Cavaliere. Che tra l'altro si vedrà sottratto il titolo di Cavaliere e dovrà restituire il passaporto.

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