I leghisti su Facebook: "L'unico rom buono è quello morto"


Il gesto compiuto da una ragazzina che ha scagliato un cane contro una macchina è orrendo. Ma il fatto peggiore, almeno per i simpatizzanti leghisti della pagina di Facebook "Padani si nasce" è che la ragazzina in questione sia rom. Cosa sufficiente a scatenare i padani, come riporta Daniele Sensi sul suo blog.

I commenti più moderati sono del tipo: "E' la loro natura violenta che si manifesta", "Definirli animali è un'offesa agli animali", per poi arrivare al puro delirio.

"Se Hitler voleva sterminare certe razze non aveva tutti i torti"

"Bisogna riempire centinaia di treni con queste merde e farli partire per Aushwiz" (sic)

"L'unico rom buono è quello morto"

"Contro questi non basta nemmeno il napalm"



Il razzismo su Facebook non è certo una novità, in particolare contro gli zingari. Ma superare il problema sarà molto difficile finché politici di tutti i livelli tratteranno il problema con la leggerezza che li ha finora caratterizzati. L'ultimo in ordine di tempo è il sindaco di Chieti, Di Primio, che aveva definito l'allenatore boemo del Pescara Zeman un "mezzo rom". Per poi porre rimedio alla gaffe così:

"Non era un'offesa. Però direi una bugia se dicessi che mi piacciono i campi nomadi. Trovo bellissimo uno striscione di qualche tempo fa: Pescaresi zingari e giostrai"

Molto più gravi le affermazioni dell'ex Assessore alle attività produttive di Milano Tiziana Maiolo, che dopo morte di quattro fratellini rom a Roma, nel 2011, disse: "È più facile educare un cane che un bambino rom".

Probabilmente il razzismo contro i rom è considerato più accettabile di altri razzismi... Ed è anche per questo che poi avvengono episodi tragici come il rogo di Ponticelli, quartiere di Napoli in cui la presenza di un campo rom ostacolava gli interessi edilizi della camorra. Ed ecco che nel 2008 una rom sedicenne viene ingiustamente accusata da una donna già condannata per "falso ideologico" di aver provato a rapirle il figlio, dopodiché si scatena la violenza contro i campi rom che vengono sgomberati.

Ad aizzare la folla vengono ripresi pregiudicati affiliati del clan Sarno, e l'azienda che si aggiudica gli appalto se lo vede revocare qualche tempo dopo per "sopraggiunta interdittiva antimafia".

Non è il caso di dare lezioni di civiltà attraverso i social network.

Foto | © TM News

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