Maroni: «Kyenge si sarà resa conto che le sue idee sono sbagliate». E la Lega torna all'attacco

Maroni restituisce al mittente le critiche del ministro che non parteciperà alla festa della Lega

Altre polemiche
Non accenna a terminare la telenovela Kyenge-Lega Nord. Dopo gli insulti, le scuse e l'invito alla festa della Lega Nord, poi rifiutato, arriva ora la controreplica del Carroccio. Ieri il ministro per l'Integrazione aveva declinato l'invito a partecipare all'happening a Milano Marittima perché il segretario del partito Roberto Maroni non era intervenuto per censurare gli insulti arrivati da parte di esponenti leghisti. Oggi il governatore della Lombardia decide finalmente di intervenire, ma non certo nel senso che si aspettava il ministro.

Non si era assunta un impegno, era stata invitata, non da me, ma dall'onorevole Gianluca Pini: ha detto di no, ne prendiamo atto, fine delle trasmissioni. Secondo me sbaglia lei, perché il confronto è sempre utile: immagino si sia resa conto che molte delle cose che dice sono sbagliate, mentre la nostra posizione contro lo 'Ius soli' non è solo rispettabile ma anche utile: per questo credo abbia deciso di non venire.

Quindi Maroni restituisce la palla nel campo del ministro, spiegando che il vero motivo della mancata partecipazione non sarebbero le offese ma la volontà di sottrarsi al confronto. Sarà pure così, ma da parte leghista non accenna a diminuire il tiro al bersaglio contro Cecile Kyenge. Ieri l'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli l'ha definita "politicamente una nullità", mentre il gruppo regionale della Lega Nord Piemonte ha presentato un ordine del giorno per criticare alcune frasi pronunciate dal ministro alla festa Pd di Cantù.

In quell'occasione la Kyenge avrebbe fatto un paragone tra il velo delle donne islamiche e quello delle suore, durante un dibattito con il sindaco leghista di Varese, Attilio Fontana. Il Carroccio piemontese non si è fatto sfuggire l'occasione per rilanciare la polemica e chiedere anche l'intervento del Vaticano.

Secondo il gruppo regionale è "una frase assurda e inaccettabile, ancora più grave perché pronunciata da un ministro". E prosegue l'odg:

A parte il fatto che il velo delle religiose cattoliche non nasconde il volto, è inconcepibile che il Ministro Kyenge si lasci andare a queste affermazioni che sono farneticanti. Si vergogni e ritratti, lei è un ministro della Repubblica non un imam di periferia.

Tutto questo mentre, alle celebrazioni per la strage di Bologna, Laura Boldrini dichiara che il paese non sarà pacificato fin quando continueranno le offese a Cecile Kyenge

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