Ore 12 - Alfano, Bersani, Casini: riformisti "ad usum delphini"?

altroDi questi tempi, anche un piccolo e timido passo avanti della politica va colto, compreso e sostenuto. E’ accaduto ieri che il vertice ABC architrave del governo Monti ha trovato una prima intesa su una riforma importante, quella elettorale, (forse) in grado di cancellare il famigerato “porcellum”.

Per carità di patria non andiamo a ripescare le infinite lodi di Angelino Alfano (del suo gran capo Berlusconi) e del Pdl verso la “porcata” del leghista Calderoli, ritenuta la quintessenza della democrazia e sempre difesa con la baionetta in canna. Con la nuova legge la rappresentanza degli elettori deve essere reale, non simbolica.

Qui interessa valutare l’iper ottimismo di Pier Ferdinando Casini che approfitta della “svoltina” del summit di ieri a Montecitorio per annunciare la “svoltona” dei partiti e della politica. Dice il leader dell’Udc: “ Si è chiesto alla politica di battere un colpo e noi l’abbiamo fatto, l’abbiamo battuto”.

Suvvia! Il colpetto battuto ieri da Alfano, Bersani, Casini più che teso a cogliere la domanda di partecipazione democratica degli elettori che vogliono decidere chi li rappresenta in Parlamento e nelle istituzioni ha l’obiettivo di salvaguardare questi partiti agonizzanti e queste leadership screditate. Non è difficile trovare una legge elettorale migliore del “Porcellum”. Ma ancora una volta si confonde l’effetto con la causa. Gli italiani non chiedono solo di cancellare una legge vergognosa e antidemocratica: vogliono cambiare musica e suonatori, cambiare questi partiti e queste leadership.

Il passo avanti di ieri fatto da ABC va in questa direzione? I dubbi sono più che legittimi perché il trasformismo della “casta” è più forte del riformismo. Servono idee e progetti chiari e distinti per far riprendere l’Italia, non inciuci per riverniciare la facciata del Palazzo.

Sosteneva l’altro ieri il premier Monti che “se il Paese non è pronto” (per le riforme, ndr) lui se ne va, non sta aggrappato alla poltrona come i politici. Caro Prof, il Paese è più che pronto per il cambiamento vero. Ma è stanco di ingurgitare minestre riscaldate e polpette avvelenate.

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